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Profumi: l’estetica delle fragranze

Il più costoso al mondo? L’olio essenziale della rosa di Taif – di cui se ne producono solamente 16 kg all’anno, al costo di oltre 50 mila Euro al chilo – è destinato principalmente al Re dell’Arabia Saudita che lo divide in flaconcini da 11 grammi da regalare ai suoi militari. Ma al di là del dono, la scelta dei profumi è un passo decisivo dall’altissimo valore emotivo che, spesso, oltre all’olfatto coinvolge la sfera del ricordo.

Ogni fragranza è un viaggio mentale, la ricerca di un odore da indossare e nel quale ritrovarsi. Le diverse note olfattive vivono di percezioni e di sensazioni, di curiosità e di misteri. E di storie molto speciali legate anche al mondo dell’arte. Era il 1921 quando Marchel Duchamp trasformò il profumo in un’opera, con una delle sue leggendarie operazioni dadaiste: prese il Rigaud, un profumo di produzione industriale, e vi staccò l’etichetta sostituendola con una che contenesse l’effige dell’artista. La leggendaria bottiglia di “Belle Haleine” venne poi messa in esposizione non in profumeria ma in una galleria, un readymade firmato con lo pseudonimo di Rose Sélavy. L’opera ha fatto parte fino al 2009 della collezione Yves Saint Laurent e Pierre Bergé per poi essere venduta in un’asta Christie’s al prezzo di 8,9 milioni di Euro, diventando così la bottiglia di profumo più cara del mondo.

Tra arte e sensazioni

Parlando di stranezze artistiche più recenti, il genovese Fabio Luisi (direttore d’orchestra prima del Metropolitan Opera di New York e poi dell’opera di Zurigo) ha sostituito le note musicali con quelle del profumo. Che odore ha la musica? Attraverso legni come sandalo e cedro o vetiver, il maestro riproduce le atmosfere dei teatri, dei retroscena, delle quinte e delle sale d’orchestra. Il risultato sono miscele in bottiglia che Luisi produce in modo artigianale, in vendita solo a un pubblico selezionato a New York, Zurigo e in una sola profumeria italiana a Santa Margherita Ligure. Per il giornalista e critico Chandler Burr il profumo è arte e con essa intrattiene uno stretto legame: per questo motivo l’ultima edizione di Pitti Fragranze, lo scorso settembre, l’ha visto protagonista con l’installazione-evento Oggetti d’arte. Forma, Colore, Profumo.  Attraverso un percorso ideato in esclusiva per la manifestazione, Burr ha messo a confronto quindici opere d’alta profumeria con quindici opere di pittura, fotografia, scultura e architettura, creando così un dialogo tra arte olfattiva e arte visiva.

I profumi nell’anno dell’Expo

Nell’anno dell’Expo, è stata l’alimentazione a ispirare profumi dai nomi (e composizioni) più curiosi, come la fragranza che sa di sciroppo d’acero, Noir Exquis di L’Artisan Parfumeur, o quella ispirata al ricordo della nonna e del suo indimenticabile ragù, Variazione di Ragù di Gabriella Chieffo. Attenzione però, non si parla di sugo (ovviamente) ma di quella sensazione che si prova a una cena in famiglia, l’intimità e l’accoglienza raccontate con arancio, pepe rosa, pepe nero, cardamomo fino ad arrivare al patchouli. In Italia aumentano anche le profumazioni che si ispirano ai luoghi di villeggiatura più noti della penisola, tanto che attualmente si contano almeno venticinque marchi differenti. È quanto dichiara una recente ricerca condotta per ANSA da Mouillettes & Co., società di formazione e consulenze olfattive che ha censito le acque che citano i nomi di località marittime. Gli agrumi come limone, arancio e bergamotto,  sono insieme alle erbe aromatiche come menta, mirto, lavanda e cisto marino, le materie prime più ricorrenti accanto a  fiori tipici come gelsomino, ginestra e fiori d’arancio. Il risultato sono fragranze che vanno dall’Acqua di Ponza a quelle dell’Elba, dall’Acqua Viva delle Eolie alle acque di Sardegna.

Le ultime tendenze

Le tendenze delle nuove proposte in uscita? Amaretto, paprika, cedro blu, bouquet inediti e tocchi golosi per l’uomo che sa emozionarsi, mentre per la donna i profumi si caratterizzano di contrasti ed evoluzioni, con nuove edizioni eau de toilette e l’utilizzo di note impertinenti come il pepe rosa. Preziosi elisir che rappresentano l’inizio di una stagione diversa. E voglia di cambiamento.

 

Tratto da Lusso Style di Novembre 2015

 

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