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Fred Perry Vs René Lacoste: tra sport e moda

Corona di alloro o alligatore? Due semplici simboli carichi di storia e di una forza evocativa che richiama subito al mondo dell’eleganza, dello stile, del tennis e del tempo libero. Fred Perry contro René Lacoste, due grandi sportivi e lungimiranti imprenditori che hanno saputo legare per sempre il proprio nome alla maglietta in cotone, la polo, indossata per lo sport e la vita di tutti giorni.

Fred Perry: famoso per…

Ribelle e dall’approccio anticonformista, Fred Perry nel 1933 fu il primo inglese nella storia del tennis a portare in Inghilterra la coppa Davis e vinse il campionato US. In due anni divenne il primo inglese a vincere il singolo di Wimbledon in 25 anni e fu il primo atleta a vincere il grande slam a 4 tornei. Vinse Wimbledon per tre anni consecutivi e sempre con risultati schiaccianti. Ma Fred Perry proveniva dalla classe operaia, il suo approccio non andava a genio a molti esponenti dell’esclusivo ambiente tennistico, tant’è che quando sconfisse l’australiano Jack Crawford, vincendo il suo primo torneo di Wimbledon, la sua impresa fu ingiustamente snobbata da un membro del tennis club che commentò: “Non ha vinto l’uomo migliore”. Un motivo in più per intraprendere il suo riscatto sociale: “Non ho mai temuto di ammettere che il mio nome è più conosciuto nel mondo per merito dell’abbigliamento sportivo e della polo Fred Perry e non perché ho vinto Wimbledon per tre volte”. Tributo a quei successi sportivi è però su ogni capo della linea Fred Perry dagli anni ‘50: la corona di alloro è diventata il simbolo di riconoscimento del brand del figlio di un sindacalista di Manchester, a cui il club aristocratico di Wimbledon avrebbe assegnato al massimo il ruolo di raccattapalle. La storia non ha dato ragione agli addetti ai lavori.

René Lacoste: l’alligatore del tennis

Di soli cinque anni più grande, René Lacoste vinse il suo primo Open di Francia nel 1924. La sua forza e le sue performance conquistarono presto i favori della critica, assegnandogli il soprannome di alligatore: “Negli Stati Uniti – spiegava Lacoste – la stampa m’aveva assegnato questo nome perché lottavo sempre, ma anche per una scommessa che avevo fatto con il capitano della mia squadra di Davis: una valigia in coccodrillo se avessi vinto una certa gara. E così fu”. Una vittoria dopo l’altra: René Lacoste vinse dieci titoli Grand Slam all’Open di Francia, a Wimbledon e a Forest Hill. Nella sua carriera tennistica, dal 1927 al 1932, formò insieme a Jacques Brugnon, Henri Cochet e Jean Borotra la formidabile squadra dei “quattro moschettieri”, che strappò la Coppa Davis agli statunitensi.

Delle imprese sportive rimangono ricordi, icone che rafforzano il forte legame tra il mondo della moda e del tennis, sempre molto legati e influenzatisi a vicenda: basti pensare come i cambiamenti dello stile abbiano mutato l’apparente statico mondo tennistico, dove il bianco è stato l’unico colore ammesso fino agli anni ‘70 e lo è ancora oggi a Wimbledon. O l’utilizzo del tessuto chiamato jersey petit piqué ideato dal tennista francese negli anni ’20 ancora oggi attuale.

Forse eredità di uno spirito ribelle e anticonformista, la polo Fred Perry è stata via via adottata anche da chi voleva associare la propria immagine alla storia di un marchio radicato nella controcultura degli anni ’50, come Mods, Casuals, Punk, Northern soul, Perry boys, Rude boys, Skinheads, Suedeheads. Fino ad estendersi all’ambiente del Brit Pop, i fratelli Liam e Noel Gallagher insegnano.

 

Tratto da Lusso Style di Novembre 2015

 

 

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