Attolini, la giacca e la… Grande Bellezza

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C’è un posto in Italia, dove per realizzare un capo d’abbigliamento servono dalle 25 alle 30 ore. In Campania, precisamente a Casalnuovo, dove risiede la sartoria fondata Attolini e diretta da Cesare Attolini, che ne segue l’attività con i figli Massimiliano e Giuseppe, e che è figlio di Vincenzo, inventore negli Anni Trenta della giacca da uomo, così come oggi la conosciamo. Conosciamo questa storia incredibile, in questo servizio tratto da Lusso Style di Giugno 2014

È una storia d’altri tempi, di quelle che non si raccontano più, di quelle vere che sembrano favole moderne. Era il 1930, o giù di lì, e Vincenzo Attolini, giovane sarto partenopeo, decide di sfidare il modello inglese della giacca da uomo per reinventarlo, dandogli una connotazione più fresca e alla portata di tutti, per tutte le occasioni, per tutti i gusti.

La giacca da uomo così come la conosciamo deve la sua nascita a questo sarto che, deciso a rivoluzionare la moda del tempo, sfronda la giacca di orpelli ritenuti non indispensabili e la rende morbida e vestibile come una camicia. Nel suo laboratorio di Via Vetriera, Vincenzo Attolini toglie fodera interna e spalline alla giacca, la decostruisce, la demolisce in parole povere, rendendola finalmente espressione visibile della personalità di un uomo e non più strumento di sfoggio per occasioni particolari. Cambia anche la forma delle tasche, arrivano nuovi colori: è una vera rivoluzione. Una rivoluzione che dall’Italia parte alla volta della scena internazionale grazie ad ambasciatori d’eccezione quali Totò, De Sica, Mastroianni, persino Clark Gable, che a partire dagli anni Cinquanta fanno la fila per andare a vestirsi “a casa” di Vincenzo Attolini e sfoggiare poi per il mondo le loro nuove giacche.

Una tradizione familiare

È Cesare Attolini a portare avanti la tradizione di famiglia di suo padre Vincenzo. Unico dei sei figli ad avere un gusto squisito per la moda, fin da ragazzo lavora nel laboratorio del padre per impararne il mestiere. Tanta la sua attitudine per questo settore, a 22 anni vola a Torino per studiare moda e, nel corso degli anni, lancia prima una sua linea personale e poi contribuisce a rendere prestigiose quelle delle altre aziende. È solo a metà degli Anni Ottanta che Cesare decide di “tornare a casa” per aprire il suo laboratorio sartoriale, insieme ai figli Massimiliano e Giuseppe, dove i capi vengono realizzati rigorosamente a mano.

Una crescita esponenziale

Tanto l’impegno, nei primi anni di attività solo 3 capi al giorno vengono realizzati, ma poi l’azienda trova il modo di espandersi trovando respiro internazionale, pur rimanendo attaccata alla sua tradizione manifatturiera. Oggi sono 130 i sarti che lavorano nella Maison Attolini, realizzando comunque non più di 50 capi al giorno, attraverso un processo molto laborioso che tuttavia garantisce l’originalità al prodotto finale.

Non è infatti la produzione in serie che interessa la famiglia Attolini: ogni capo è seguito in ogni fase della sua produzione da un diverso sarto. C’è chi si occupa del primo taglio, al quale segue una fase di stiraggio che a sua volta prelude a un momento di “riposo” della stoffa, che viene lasciata decantare e raffreddare per osservarne eventuali modifiche e reazioni. Sono Massimiliano e Giuseppe Attolini a scegliere il meglio delle materie prime, selezionandole personalmente presso i migliori fornitori inglesi, scozzesi ed italiani, con i quali ideano fantasie e qualità dei tessuti in esclusiva per la Maison. Dalla semplice lana al cachemire più pregiato, la Maison Attolini conferma così la sua vocazione italiana e contemporaneamente internazionale nel creare capi unici e non industriali che possano essere apprezzati dall’uomo comune come dal jet set internazionale, oltre che dagli uomini di spettacolo di oggi come Toni Servillo (vestito anche nel film vincitore dell’Oscar “La Grande Bellezza”), uno dei clienti più affezionati della sartoria.

Che nel tempo, in 80 anni di storia, è riuscita a creare per il prodotto Cesare Attolini una rete di distribuzione che comprende i due flag ship store di Napoli e New York, che vendono in esclusiva i capi Cesare Attolini, ai quali presto se ne aggiungeranno altri, e presso le più esclusive boutiques delle principali capitali e delle città più importanti del mondo: da New York a Miami, da Atene a Toronto, da Londra a Parigi, da Berlino a Mosca, passando per Los Angeles, Tokyo e Dubai.

“Nessuna scorciatoia”

Tre generazioni di sarti si sono avvicendate alla guida di una sartoria che, dall’inizio della sua storia, è riuscita a non cadere nella “trappola” della produzione in serie, ma che ciononostante è riuscita e riesce ancora ad accontentare tutta la sua clientela grazie all’estrema qualità dei suoi prodotti e mantiene saldamente il suo posto da protagonista della scena napoletana e internazionale della haute couture.

“Il nostro segreto è sintetizzabile in una formula semplice: fare sempre seriamente il nostro lavoro, senza cercare facili scorciatoie che possono anche premiarti nel breve periodo ma nel lungo ti presentano inevitabilmente il conto”. È con queste parole che Cesare Attolini, fondatore della sede di Casalnuovo di Napoli, spiega i perché e i “per come” della scelta di non produrre in serie i capi della Maison di moda partenopea, ma di mantenersi saldamente ancorati a una tradizione partita quasi 100 anni fa e che i suoi figli continuano a portare avanti insieme al loro padre.

 

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