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Diego Della Valle: “Lo stilista classico non ci serve più!”

Il Luxury Summit del Sole 24 Ore è ormai un punto di riferimento nel settore. Grandi personaggi ne prendono parte ed oggi, nell’ambito della sua ottava edizione, ha visto protagonista Diego Della Valle, Presidente di Tod’s, che ha trattato un argomento molto interessante, ovvero quello relativo alla figura dello stilista.

Lo stilista, a noi, nel senso classico, non ci serve più perché credo che sia diventato, tranne in alcuni casi, un po’ un rallentatore dei progetti. Il fatto di andare ogni mese nei negozi è già un’antitesi. Lo stilista se è bravo è un pensatore, ha bisogno dei tempi, ha le sue comprensibili incertezze, vuole rifare le cose, tutto questo non è più contemplato nella velocità che noi oggi dobbiamo avere nelle aziende”, ha detto il numero uno di una delle aziende di scarpe e non solo più famose e prestigiose al mondo.

Se voi osservate i nuovi stilisti, di stile praticamente non sanno niente – ha aggiunto Della Valle al Luxury Summit del Sole 24 Ore – Sono fenomeni tra PR e socialite, è tutto un altro pacchetto, e quando vai nei negozi vedi che il prodotto è proprio un fenomeno di comunicazione per un certo tipo di target, di età, di clienteQuindi cambia completamente, per certi marchi totalmente, il modo di concepire lo stilista. Per noi ci deve essere una linea di DNA di alta qualità italiana raccontata in un modo moderno e poi ogni tanto delle scappatoie dove chiamiamo e vi invitiamo a vedere delle cose cercando di sorprendervi. C’è in questo senso un cambiamento abissale. Mai avreste visto un marchio di rilevanza mondiale senza lo stilista. E qualche volta, quando è capitato, è stato un dramma. Oggi proprio avverti che il mercato tira molto da un’altra parte”.

“A casa nostra – ha affermato Della Valle al Luxury Summit del Sole 24 Ore – entro la fine di quest’anno vogliamo avere un’azienda che abbia proprio un’altra marcia. Perché è indispensabile. Io credo che molti di noi che avevano aziende che lavoravano sulla stagione adesso dovranno lavorare sul meseDobbiamo pianificare cosa metteremo nei negozi ogni mese con a lato tutta un’operazione di marketing forte. Diventiamo quasi l’ufficio di pubbliche relazioni, di marketing, che quasi diventa una casa editrice. Tu, per quel prodotto, devi avere delle idee e le devi raccontare bene, altrimenti non arrivi al consumatore. E il mese dopo devi ritornarci sopra con un’altra idea, perché altrimenti la gente, con il digitale… abbiamo bisogno almeno una volta alla settimana di avere delle notizie, una volta al mese di vedere qualcosa di nuovo, e ogni due/tre mesi che gli dai una grande notizia, che può essere una grande presentazione o un evento o un accordo. Per cui, in questo modo, il brand awareness funziona bene, il prodotto ‘del mese’ funziona altrettanto bene”.

 

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