Il lusso non conosce crisi

Il lusso non conosce crisi? I motivi sono molteplici…

Sono stanco di sentir parlare di crisi. Sono ben cosciente della situazione: le famiglie che non arrivano a fine mese sono tante ed abbiamo assistito al fenomeno delle cosiddette “serrande abbassate” in numero sempre maggiore negli ultimi anni. Aziende in affanno, disoccupazione: è un tempo difficile per molti questo. La cosiddetta crisi, ha prodotto un effetto particolare, ovvero ha ridotto le classi sociali da tre a due.

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Se prima, la popolazione si poteva distinguere fra povera, ricca e appartenenti alla borghesia (che a sua volta si divideva in alta, media e piccola), ora quest’ultima sembra esssere scomparsa. La linea di demarcazione fra ricchi e poveri si è allargata e sicuramente questo non è stato un bene per la stragrande maggioranza delle persone. Tuttavia, a qualcuno questa trasformazione ha portato un grande beneficio.

Il motivo? Hanno saputo cogliere le opportunità che si sono improvvisamente presentate. Ciascuno ha la sua storia e tutte vanno rispettate: non si possono ignorare le tragedie che hanno colpito alcune aziende e le famiglie che ne facevano parte ed a queste vanno i nostri più grandi incoraggiamenti. Ma in questa sede ci sentiamo di fare un plauso a tutte quelle persone che, invece, hanno colto l’opportunità di reinventarsi e cavalcare i nuovi trend, creando benessere per sé e per chi li circonda. E non pensate che per questa gente l’impresa non sia stata ardua. Ho visto con i miei occhi persone che hanno visto la propria vita cambiare improvvisamente in meglio, grazie ad investimenti mirati, tanto impegno e non poca sagacia.

E se, come dicevamo prima, la crisi ha evidenziato una spaccatura evidente tra ricchi e poveri, è altrettanto vero che se i meno abbianti sono aumentati, lo stesso possiamo dire per coloro che hanno visto lievitare i propri capitali. Incredibile ma vero. E credo proprio che sia questo uno dei motivi per i quali, paradossalmente, il lusso non ha risentito della crisi. Appartamenti sfarzosi, automobili di lusso, yacht, vacanze a cinque e più stelle… Chi propone prodotti e servizi di lusso ha visto alzarsi l’asticella delle richieste e non ha fatto altro che adeguarsi e offrendo soluzioni sempre più esclusive.

I social network poi, hanno contribuito a diffondere la cultura della ricchezza e del benessere: se prima gli stili di vita dei cosiddetti ricconi era celata dietro una sorta di alone di mistero, oggi si sono spalancati palcoscenici che hanno mostrato senza alcun pudore lussi che a molti sono sembrati semplicemente incredibili.

E questo a cosa ha portato? Ad una grande voglia di emulazione. Faccio un esempio: fino a pochi anni fa i centri benessere erano frequentati solo da facoltosi imprenditori, nobili, ricche signore… Oggi un po’ tutti hanno provato l’esperienza di un massaggio plantare o di un percorso in una SPA. E basta avere una discreta busta paga per potersi permettere una Porsche (a rate). È una contraddizione in termini, se contestualizzata nel nostro periodo storico? Sono d’accordo con voi, ma tant’è. Il mondo del lusso si è aperto, ora concede le proprie grazie ad un popolo più vasto, che ama vivere e non solo sopravvivere, che vuole divertirsi e non pensare troppo al futuro. Perché il presente è troppo prezioso per non essere goduto fino in fondo. Prezioso, come un diamante grezzo. E non si può lasciar sfuggire.

 

Tratto da Lusso Style di Febbraio 2017

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David Di Castro

Direttore di Lusso Style, di Uomo&Manager e di Uomo&Motori. Giornalista, appassionato di internet e dei social network. Adora viaggiare e conoscere culture differenti.

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