Lavinia Biagiotti: “Moda e arte, un binomio imprescindibile”

Lavinia Biagiotti

Intraprendente, geniale, elegante e bellissima. Lavinia Biagiotti Cigna è tutto questo, ma soprattutto una persona splendida, piena di vita.

Una grande professionista che ha saputo sopportare le grandi pressioni che il mondo della moda comporta e le grandi aspettative che c’erano intorno al suo nome, catalizzando la sua energia e indirizzandola verso i suoi obiettivi, ovvero quelli legati alla crescita e all’evoluzione di un marchio, Laura Biagiotti, che dal suo arrivo ha tratto una splendida ventata di freschezza. Lavinia Biagiotti è cresciuta osservando il lavoro di sua nonna prima e di sua madre poi, traendone grandi insegnamenti, per la sua carriera e non solo. I suoi tanti interessi sono per lei fonte di idee e ispirazioni per il suo lavoro. Tra i suoi mille impegni, siamo riusciti a rubarle un po’ di tempo per realizzare questa bella intervista.

Giovanissima, Lavinia Biagiotti Cigna è già una delle Signore dell’Alta Moda. Come vive il suo ruolo di erede designata di una Maison tanto prestigiosa ed importante?

Il comune denominatore è la cultura dell’impresa familiare, l’amore per il lavoro e la dedizione che sono alla base di ogni iniziativa, che ho ereditato dai miei genitori. Un forte imprinting femminile, che comunque non precostituisce barriere “di genere”. La passione per questo mestiere, affonda le radici nella tradizione ma trae la sua linfa dalle novità e dall’innovazione, applicate a tutti i settori. E il senso del sacrificio, che permette di gettare il cuore oltre l’ostacolo rinnovando l’entusiasmo anche nei passaggi più difficili. Una grande umiltà è l’ingrediente di chi vuole lavorare nella moda, certamente vale in tutti i settori, ma in questo è requisito primario. Perché come nelle migliori tradizioni artigiane il giovane va “a bottega” a imparare. L’opportunità più grande è trovare un mentore che condivida il suo percorso, che possa trasmettere la propria esperienza. Ricevere il testimone di un’azienda del Made in Italy vuol dire accettare una sfida, mettersi in gioco, amare la tradizione ma soprattutto avere una visione, essere competitivi, flessibili, reattivi, curiosi e infaticabili!

Si sente o si è mai sentita una predestinata?

Sono nata il 12 ottobre, lo stesso giorno di mia nonna Delia che ha fondato l’azienda nel 1965. Quando ero piccola avrei voluto fare il medico, poi, nel 1996, dopo la prematura scomparsa di mio padre Gianni Cigna, ho deciso di affiancare mia madre in questa grande avventura. Mi sento privilegiata, perché porto avanti un patrimonio di valori.

Lei segue tutte le collezioni Biagiotti e, personalmente, ha lanciato la linea Dolls nel 2003. Come fotografa il mercato del lusso in questo momento?

A chi mi fa questa domanda rispondo con un’affermazione di Albert Einstein: “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’”. Mi piace definire il Made in Italy in generale una jungla affascinante che contamina lusso e mass market, unicità e copie, vintage e avanguardie, facendo della bellezza un canone di ricerca e sperimentazione con infinite soluzioni. In conclusione il lusso Made in Italy è non solo un vanto ma soprattutto una risorsa, il nostro “petrolio”.

Quale è stato il momento più importante della sua carriera professionale?

Il momento in cui ho iniziato ad affiancare mia madre Laura, avevo 18 anni. L’impatto è stato duro, sentivo la responsabilità di essere all’altezza. Mia madre, definita dal New York Times “la Regina del Cachemire” è una delle poche donne nominate Cavaliere del Lavoro. Nei primi tempi in azienda facevo di tutto, dai cappuccini alle fotocopie. Per lo meno sapevo mettere gli spilli, che è difficilissimo. Ho passato le ore nei camerini con le clienti. Una gavetta vera, ad imparare, con un tavolinetto triangolare e un taccuino in mano. Oggi siamo una coppia che si compensa a vicenda, lei rappresenta la saggezza e l’esperienza di quasi 50 anni di lavoro e io la creatività ed il dinamismo di una giovane imprenditrice.

Profumi, moda, accessori: c’è un settore che predilige?

Per ogni collezione ci sono studi diversi di materiali ed una grande ricerca che stimolano molto la mia curiosità. Le fragranze hanno da sempre un’importanza particolare, un profumo è “l’abito dell’anima” che veste le emozioni e le suggella. E il profumo Laura Biagiotti ROMA, fragranza cult dal 1988, è nato proprio ispirandosi alle emozioni suscitate dal romanticismo, dalle atmosfere e dai colori magici della Città Eterna. Un souvenir non convenzionale da portare sempre con sé che rimanda ad un ricordo non solo di strade, monumenti, scorci suggestivi, ma anche ad un’atmosfera originale e irripetibile, di un momento raro e prezioso.

Lei è stata la prima persona nel mondo della moda a portare la torcia olimpica a Torino 2006. Quali sono state le sue sensazioni?

Ho ereditato la passione per le Olimpiadi da mio padre Gianni Cigna, che aveva collaborato all’organizzazione dei Giochi di Roma nel 1960. Mi ha sempre ripetuto che lo sport è energia allo stato puro, da vivere e da seguire. Guardare una gara, condividerne le ansie e le gioie, ha per me un profondo effetto emozionale e catartico. Proprio da questi sentimenti è nata l’idea di portare in passerella alcuni campioni di Sidney 2000. Mia madre Laura ed io avevamo tifato e sofferto con loro, lontanissimi da casa e proprio per questo così orgogliosi di salire sul podio per far volare in alto il tricolore nel continente australiano. “Eroi del quotidiano”, così li vedevamo, e li abbiamo invitati per una passerella d’onore al termine della nostra sfilata, nell’ottobre del 2000. Con Stefano Baldini, eroe della Maratona di Atene 2004 e amico carissimo, ho avuto l’onore di portare la Torcia Olimpica durante i Giochi di Torino 2006. È stata un’esperienza forte, che mi ha reso fiera di correre per l’orgoglio italiano e che ha accresciuto la mia consapevolezza che il successo si ottiene solo con grandi sacrifici.

Cosa rappresenta per lei l’arte?

Moda e Arte sono un binomio imprescindibile e il fattore emozionale è sempre più l’ingrediente determinante. La Fondazione Biagiotti Cigna, che raccoglie oltre 200 opere del Maestro Futurista Giacomo Balla, e l’Archivio storico del marchio, con oltre 40.000 abiti dagli anni ’60 ai giorni nostri, rappresentano due asset fondamentali seppur diversi tra loro per una continua ispirazione. L’arte è stata sovente fonte d’ispirazione per la moda Biagiotti, Roma e la Grecia con la loro essenziale ed imponente classicità saranno per sempre la “culla del bello” rappresentato nel massimo della sua espressione. E certamente l’arte presenta oggi opportunità interessanti anche in materia di sinergie distributive e merchandising, settore che stiamo esplorando con grande entusiasmo e interesse. L’Italia è per sua natura, anche attraverso la moda, la “Fabbrica dei sogni”, suscitando un immediato desiderio di sperimentare, anche solo attraverso l’uso di un prodotto, lo stile di vita Made in Italy. Poiché la Moda con la M maiuscola rappresenta l’arte di prevedere il futuro prossimo nel gusto del pubblico e di rendere necessario il superfluo.

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