L’inarrestabile corsa all’arte culinaria

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Avete presente Carlo Cracco testimonial di una famosa marca di patatine in busta? Uno dei più famosi chef italiani che pubblicizza una semplicissima patatina, rendendola appetibile in modi fantasiosi…come se la cucinasse lui stesso per offrirla poi come antipasto in uno dei suoi ristoranti. Ecco, è un bell’esempio per capire a che punto è arrivata “la tendenza cibo”. Ovvero, la sfrenata e finora, inarrestabile corsa dell’arte culinaria e del cibo di qualità oggi. Sì, perché parlare di cibo di lusso sarebbe sbagliato, come ci ha detto Heinz Beck nell’intervista fatta nel numero scorso di Lusso Style.

Il vero cibo di lusso, infatti, è il cibo di qualità. È la qualità che decide, è la qualità delle materie prime utilizzate che impronta il gusto. E poi, certo, c’è il tocco dello chef, che rende tutto superlativo. Quando si parla di cibo di qualità, non si può fare a meno di pensare che ci sono ingredienti per cui, veri intenditori e no, farebbero carte false pur di averli almeno una volta nel piatto. Soprattutto i ricchi. È storia recente ciò che è avvenuto da “Nello”, ristorante trendy nei pressi di Wall Street lo scorso anno. Un tartufo è stato venduto per la considerevole cifra di 95mila dollari. Ad aggiudicarselo un russo, tale Vladimir Potanin, che loha poi mangiato sul posto, attirando le invidie di quanti erano intorno a lui. Ma anche cibi impensabili, se trattati in un certo modo, possono diventare di tendenza e far lievitare il loro costo. È il caso del ristorante “Fleur de Lys” a Las Vegas che serve il “Fleurburger 5000”, ossia un hamburger (sì, avete capito bene, hamburger), di koby beef, carne di bue massaggiato che viene allevato solo in pochissime fattorie del Giappone. Il tutto coperto di salsa di tartufi e servito dentro una brioche, anch’essa al tartufo. Per mangiarlo si pagano 5000 dollari e chi lo sceglie può pasteggiare con una bottiglia di Chateau Petrus del 1990. Tanto per non restare fuori dal giro, anche un semplice frullato sa essere costoso.

A Los Angeles si può bere una miscela che include il più pregiato cioccolato belga servito in un bicchiere di cristallo. Il tutto per 500 dollari. Ma il bello del cibo è che sa essere “multitasking”. Infatti, oggi, se un tempo chiamavamo chef solo chi aveva studiato, aperto almeno un ristorante e guadagnato qualche stella Michelin, oggi la schiera degli “chef amatoriali” si è allungata a dismisura. Testimone sono, ad esempio, i provini per la trasmissione Masterchef, format conosciuto in tutto il mondo che ha fatto la sua fortuna proprio sulla passione per il cibo che accomuna una moltitudine di persone nel mondo. E la “gente comune” difficilmente può comprare un tartufo da 95mila dollari. Però ha creatività ed ecco allora anche si fa sempre più largo il cibo di qualità a prezzi bassi. Si, avete capito bene. Anche perché la crisi c’è e si fa sentire e quindi ognuno cerca di arrangiarsi come può. Ma perché rinunciare alla buona cucina quando è possibile realizzarla, facendo solo attenzione a comprare il cibo.

Ecco allora che i grandi supermarket hanno preso la tendenza la volo e cavalcato l’onda ottenendo risultati sorprendenti. Ad esempio, la catena di supermercati low-cost LIDL ha lanciato lo slogan “Lusso per tutti” mettendo in vendita una linea chiamata Deluxe dove si possono trovare, con tanto di selezione del Gambero Rosso, l’astice intero al patè di olive taggiasche al burro di caviale, oppure il pesto al tartufo (immancabile) e il sugo alla cappasanta. Insomma, il cibo di qualità, che in questo caso è sinonimo di lusso, è diventano di tendenza grazie anche alla riscoperta dello chef che è dentro ognuno di noi. Passione, creatività associati ad ingredienti sani e genuini di certa provenienza hanno risvegliato il Cracco che abbiamo dentro. Libri in materia poi non mancano così come non manca il successo di posti come Eataly, dove i prezzi non sono certo low-cost, ma dove la qualità e la ricercatezza, in questo caso tutta italiana (e sappiamo bene che, almeno in questo campo non abbiamo niente da insegnare a nessuno, anzi), rendono l’arte culinaria trendy, e soprattutto, finora, intramontabile in tutto il mondo.

Da Lusso Style di Febbraio 2015

Illustrazione by Francesco Mazzenga

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