Lusso, qualcosa di personale

Cos’è il lusso? Bella domanda. Sono certo che se la ponessi singolarmente ad ognuno di voi che state leggendo questa mia riflessione, certamente farei fatica a riscontrare due risposte uguali. Ebbene, per me il lusso è scendere da una Ferrari (ma andrebbe bene anche una Lamborghini), togliermi le scarpe e salire sul mio Azimut Benetti da 30 metri e godermi una bella crociera in compagnia delle persone che amo. Ovviamente sono certo mia moglie risponderebbe alla domanda con “una passeggiata in Rodeo Drive, con in mano una carta di credito illimitata, stile Julia Roberts in Pretty Woman”. Banale, ma giustificato. Per alcuni miei amici, il lusso potrebbe essere rappresentato da una vacanza in una SPA a cinque stelle superiore, per altri volare in business class su un volo Emirates…

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Me ne verrebbero in mente centinaia di queste risposte, perché in realtà io questa domanda l’ho posta a molte persone. E sebbene la maggior parte degli intervistati non ha nascosto il proprio desiderio di scialacquare nello champagne e ricoprire ogni centimetro del proprio corpo con abiti firmati e gioielli sbrilluccicosi, in realtà a colpirmi sono stati coloro che mi hanno risposto con frasi del tipo “trascorrere una giornata con i miei figli senza essere preoccupato per i problemi di lavoro”, oppure, “arrivare a fine mese ed avere in tasca i soldi per mangiare una pizza con mia moglie”. Sono affermazioni di un’energia straordinaria secondo me, che devono farci capire verso quale direzione stiamo procedendo.

Il lusso è un’idea, è quel quid che vorremmo regalare alla nostra vita per renderla davvero perfetta. Ma poi, ne abbiamo davvero bisogno?  Se dovessimo rispondere pensando, ad esempio, a quanta gente sfortunata nel mondo ci sia, saremmo costretti a negare. Ma saremmo davvero sinceri con noi stessi?  Personalmente sono portato a pensare che noi ci troviamo su questa Terra certamente con lo scopo di crescere dal punto di vista spirituale, ma la vocazione alla santità è un privilegio per pochi… Regalarci un sogno o, per chi può permetterselo, un premio tipo quelli di cui abbiamo parlato prima, non può essere considerato un peccato mortale.

Se un uomo o una donna, lavorano e riescono a permettersi un tenore di vita elevato, perché non dovrebbero farlo?  Se c’è un difetto negli esseri umani che detesto con tutta l’anima è l’ipocrisia: chi dice di non aver bisogno di vivere una vita agiata e poi scopri essere in realtà uno scialacquatore di denari, a mio giudizio dovrebbe essere messo al bando persino sui social network. Apprezzo molto di più chi con onestà afferma che il lusso è un valore, non solo economico, e come tale viene vissuto. C’è chi sceglie di farsi conquistare da modelli di lusso “istituzionali”, chi invece, ne apprezza le conseguenze, tipo la possibilità di gestire il proprio tempo o le proprie risorse come meglio crede. Non c’è un lusso universale, ma c’è il proprio lusso. E a quello bisogna ambire, senza vergognarsi di desiderarlo. L’importante è fare sempre le cose per bene, guadagnarsi il proprio piccolo (o grande) pezzetto di paradiso senza danneggiare chi si ha attorno, ma anzi coinvolgendolo e, possibilmente, condividendo le nostre fortune.

 

Tratto da Lusso Style di Ottobre 2016

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David Di Castro

Direttore di Lusso Style, di Uomo&Manager e di Uomo&Motori. Giornalista, appassionato di internet e dei social network. Adora viaggiare e conoscere culture differenti.

Commenti (1)

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    Lapo S.

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    Ottimo articolo, con una visione più che condivisibile.

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