Kartell, la plastica diventa un lusso

KARTELL-PROTAGONISTI

Difficilmente le parole “plastica” e “qualità” vengono accostate tra loro. Sempre più spesso si sente dire che una cosa è “di plastica” per dire che è di bassa qualità. Ma chi lo pensa, non conosce Kartell. Ecco come nasce il mito nell’articolo tratto da Lusso Style di Giugno 2014.

Un’azienda relativamente giovane, fondata a ridosso degli Anni Cinquanta, che in poco più di 60 anni ha saputo trasformare la reputazione di un materiale “informe” al suo stato originale, da anonima a stellare. Dalla produzione di casalinghi ai complementi d’arredo, passando per gli accessori auto fino ad arrivare alla moda (Kartell produce anche una linea di borse e scarpe). Dall’anno della sua fondazione (1949) ad oggi, sotto la guida di Castelli prima e di Claudio Luti poi (genero ed “erede” del fondatore) Kartell è diventata una azienda iconica nel suo genere produttivo, contraddistinguendo la sua produzione non solo con l’originalità, ma anche con la coerenza di un “parco prodotti” nel segno del Made in Italy.

Con una squadra di designer e progettisti come Philippe Starck, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka, Mario Bellini, Ronan ed Erwan Bouroullec, Alberto Meda, Patrick Jouin, Front, Nendo e Rodolfo Dordoni, va avanti negli anni la ricerca di nuove tecnologie, forme e stili, frutto di un perfetto equilibrio tra l’esperienza progettuale dei singoli designer, le potenzialità e le esigenze dell’azienda, che si fondono per dare vita a un team coeso che continua a rendere l’azienda milanese un’icona di stile. E che ha reso possibile riconoscimenti importanti come il Compasso d’Oro (Kartell ne ha vinti ben 9), senza contare l’aver legittimato la fondazione del Museo Kartell, un’area espositiva dei materiali e delle tecnologie produttive dell’azienda, che addirittura nel 2000 è stato insignito del Premio Guggenheim Impresa & Cultura come “miglior museo d’impresa”.

La Marie e Bourgie: le icone Kartell

Nasce nel 1999 La Marie, la prima sedia al mondo disegnata da Philippe Starck, realizzata in policarbonato trasparente. Si tratta di una sedia che, oltre a essere un prodotto dal design iconico, rappresenta la vera rivoluzione della produzione Kartell. Presentata al Salone del Mobile 1999, entrata in produzione subito dopo, La Marie viene prodotta in policarbonato trasparente in unico stampo e ridisegna immediatamente il panorama domestico, oltre a diventare il simbolo della “mission” di Kartell: fare della plastica una materia nobile dell’industria del design.

La sfida che Starck ha vinto con La Marie si rinnova quest’anno con Uncle Jack, un divano del peso di 30 kg realizzato esattamente come la sedia del nuovo millennio, ma con dimensioni decisamente diverse. Largo 190 cm, alto 95, Uncle Jack è ad oggi il più grande pezzo mai realizzato in policarbonato trasparente in unico stampo a iniezione.

“Il connubio tra Kartell e Starck vive di un feeling consolidato negli anni. È un’unione che si fonda su un dialogo costante, sullo scambio di idee e sensazioni, sulla voglia incessante di innovare, di sperimentare. Il nostro un impegno reciproco nella ricerca di innovazione tecnologica e funzionale applicate al design. Con Philippe Starck, Kartell ha dato vita a una serie di best-seller che hanno modificato la concezione stessa del design, imponendo una serie di innovazioni riprese poi da molte altre aziende, prima fra tutte la trasparenza applicata ai materiali plastici”.

È con queste parole che Claudio Luti ha voluto “celebrare” la collaborazione con Starck, che insieme a Ferruccio Laviani rappresenta uno dei designer di punta dell’azienda. Laviani ha infatti realizzato la lampada da tavolo Bourgie, dal cappello plissettato e la base barocca, che nel 2014 festeggia i suoi primi 10 anni di successo. Dal 2004 ad oggi, Bourgie è diventata una vera e propria icona di design. L’immagine della lampada da tavolo con il paralume, in stile classico, è infatti stata reinterpretata da Ferruccio Laviani in policarbonato trasparente: una rivoluzione tecnologica, di stile, di gusto. Per i 10 anni dalla sua creazione, Kartell ha pensato di festeggiare Bourgie invitando tutti gli altri designer della sua squadra ad offrirne un’interpretazione unica e inedita. I designer Kartell hanno lavorato sul prodotto stesso o hanno proposto un progetto alternativo. Philippe Starck (ancora lui!) ne ha proposto un’ironica interpretazione, addobbandola con bijoux e simboli francesi come la Tour Eiffel, Christophe Pillet l’ha vestita di un elegante abito total black, Piero Lissoni l’ha immaginata di carta bianca di riso e ferro battuto, solo per citarne alcuni. Il risultato sono 14 pezzi unici, tutti da scoprire.

Kartell e la moda

Borse e scarpe in plastica, disegnate dalle migliori griffe italiane per Kartell, da anni sono parte integrante della produzione dell’azienda milanese che propone, oltre alle collezioni “basic”, ogni anno anche quelle realizzate per la stagione in corso. Per l’estate 2014 sono stati lanciati nuovi modelli e colori della borsa “Grace K” (dedicata a Grace Kelly) design by normaluisa. Oltre alla versione “secchiello” presentata in un nuovo scintillante oro glitter si aggiunge anche il modello shopper nei colori oro glitter, tortora/cipria, tortora/osso e nero. Per quanto riguarda le scarpe, sono perfetti per essere abbinati a Grace K i nuovi sandali flat “So K” nei quattro colori, nero, oro, pesca e corallo. Dalla forma essenziale e dal design minimalista, So K si adatta alle occasioni d’uso più diverse, regalando un tocco colorato, ironico, ma sempre discreto a qualsiasi look.

Il Museo Kartell

Nato nel 1999 per celebrare i cinquant’anni di attività di Kartell e raccontare il connubio tra plastica e design, il museo contiene circa 1000 oggetti e si estende per circa 2500 mq all’interno dello spazio perimetrale dello stabilimento, a Noviglio (MI). Un originale percorso espositivo, ideato da Ferruccio Laviani, offre ai visitatori l’opportunità di una lettura immediata: la collezione è disposta in ordine cronologico su tre piani e all’interno di una tavola sinottica strutturata secondo le seguenti chiavi di lettura: manifestazioni, design, tecnologia e comunicazione. Le prime sale, dedicate agli anni ’50, mettono in luce l’approccio del tutto innovativo di Giulio Castelli alla ricerca tecnologica e a un’estetica rinnovata del design. Si prosegue quindi con gli anni ’70, caratterizzati da una nuova attenzione all’ambiente di lavoro e a quello dei servizi collettivi, e dallo sviluppo della ricerca nel campo dei sistemi. Negli anni ’80, con la direzione artistica di Anna Castelli Ferrieri, Kartell cerca di conciliare la logica industriale e l’approccio high-tech, mentre il decennio successivo vede Kartell arricchire la collezione grazie al contributo dei diversi designer di provenienza internazionale con cui inizia a collaborare: vengono così prodotti oggetti che rispondono a nuove esigenze, seducendo a prima vista per l’accattivante design. L’esposizione si chiude con i pezzi di successo dell’ultimo decennio, che consacrano definitivamente il Marchio come leader nel design internazionale. Che ha avuto nei suoi 60 anni di storia un filo conduttore costituito dalla costante innovazione tecnologica e funzionale e che ha saputo accostare l’inaccostabile: plastica e qualità.

 

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