Raffaella Curiel, due culture in contrapposizione

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Altaroma ha rischiato quest’anno di non esserci, ma alla fine anche questa edizione è andata in scena ed ha ottenuto i meritati consensi, soprattutto grazie a stilisti straordinari che con le loro creazioni hanno regalato sogni, ma anche splendide realtà d’alta moda. Tra queste non poteva mancare Raffaella Curiel che, insieme alla figlia Gigliola, ha proposto una collezione assolutamente straordinaria, dedicata all’oriente.

Una collezione che esalta le donne straordinarie di quelle zone, che parla di costumi di grande fascino. Noi, all’indomani della chiusura della kermesse romana, abbiamo avuto modo di incontrare nel suo Salotto all’Hotel d’Inghilterra a Roma, proprio Raffaella Curiel, autentica Signora dell’alta moda italiana, che ci ha raccontato i motivi che l’hanno spinta a realizzare la sua ultima incredibile collezione, resa ancor più unica dai gioielli di Marina Corazziari.

Anche quest’anno a Roma con una collezione che certamente rientra nel novero delle più belle…

Il titolo della collezione è “L’Oriente a Roma”. Ho voluto contrapporre le due culture, quella nostra occidentale e quella di una certa parte dell’Asia del Sud, che parte dalle Filippine e va verso la Thailandia e ancora più su verso la Malesia ed il Vietnam, perché queste etnie così diverse tra loro ma molto simili, hanno una storia del costume molto interessante, che nasce da un’arte povera, la quale, una volta esaltata diventa di grande pregio.

Lei nella sua collezione descrive donne “naturalmente eleganti”…

È vero, perché sono ancora donne vere. Hanno un incedere di bellezza ed orgoglio. Non si sono androginizzate come hanno fatto molte donne occidentali.

In che modo esalta la loro bellezza nella sua collezione?

Attraverso i colori, l’assemblamento dei tessuti, con i parei che avvolgono la figura sopra i pantaloni, con i top ricamati con i loro materiali tipici come malachite, coralli, legno, di madreperla. Ho mischiato tessuti antichi e moderni.

Lei parla anche molto di natura nelle sue collezioni, in quest’ultimi in che modo ha esaltato questo concetto?

Sicuramente dalla natura si carpiscono i colori più straordinari: tramonti, aurore, le grandi coltivazioni di riso, o di palme da olio. Colori brillanti e tenui, ma anche forti, che vantano una tavolozza molto particolare…

Lei si è ispirata a grandi artisti. Possiamo dire che quest’anno la sua ispirazione è l’arte orientale e la natura?

Loro hanno una civiltà molto antica. Ho usato anche tessuti e stoffe fatti di materiali naturali come il lino, la canapa, la fibra di bamboo. Come omaggio all’arte ho voluto dedicare un vestito alla “Canestra” del Caravaggio, per festeggiare l’Expo 2015 che ha come argomento il food.

Altaroma ha rischiato di non esserci. Come avete vissuto voi stilisti questa situazione?

Bisogna avere la forza di andare avanti. Personalmente ho scritto al Primo Ministro e alle grandi autorità del Lazio e della città, perché Altaroma non coinvolge solo il nostro lavoro ma anche tutto l’indotto che c’è attorno a questa manifestazione.

Quest’anno Altaroma, come negli anni scorsi ha proposto giovani molto interessanti. Qual è la sua opinione?

I new talents siamo stati noi 30 anni fa. Ma noi non siamo eterni ed è giusto che ci siano giovani di talento che facciano il loro percorso, le loro esperienze, perché la passerella insegna molto… Il nostro non è un lavoro ma un mestiere in cui ogni giorno c’è da imparare qualcosa di nuovo.

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