S.T. Dupont, quando la storia diventa leggenda

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Dalla fotografia alla pelletteria, dal Punjab alla Cina, dal XIX al XXI secolo: in queste tre frasi si racchiude la vita della Maison S.T. Dupont, 141 anni di storia già vissuta e la sicura immortalità grazie alle icone di stile ed eleganze che sono uscite dai suoi laboratori. Ve ne raccontiamo la storia in questo servizio da Lusso Style di Gennaio 2014. È il 1872 quando Simon Tissot Dupont, fotografo ufficiale della Corte Imperiale, decide di aprire una fabbrica di valigie ed accessori di alta pelletteria e ridefinire il concetto di viaggio. Grazie al gradimento di clienti eccellenti come Napoleone III e dell’imperatrice Eugenia, gli accessori creati da Dupont diventano in brevissimo tempo dei “must” che ancora oggi fanno il giro del mondo nelle case dei reali di tutto il globo e contraddistinguono gli esponenti di spicco del jet set mondiale. Ma, se anche la pelletteria sembra portare bene alle case di moda più in vista nel panorama attuale delle maison di lusso, probabilmente la S.T. Dupont deve il suo successo a un piccolo oggetto che in sé può sembrare insignificante, ma che nelle mani degli orafi e degli artigiani della casa francese è diventato un’icona di stile: l’accendino a benzina.

Dupont uguale accendino, accendino uguale Dupont

L’accenno al Punjab è tutto fuorché casuale. Per una fortunata fatalità, è proprio il Maharaja del Patiala che negli Anni Quaranta contribuisce a dar vita all’icona che contraddistingue la produzione della Maison: l’accendino di lusso a benzina, all’epoca creato in 100 esemplari d’oro massiccio e lacca di Cina per le favorite del Maharaja, e che negli anni a venire ha albergato nelle tasche e nelle borse degli uomini e delle donne più “cool” del XX e XXI secolo. Da Hitchcock a Picasso, non c’è stato attore o regista di Hollywood o artista, come Andy Warhol, che non ne abbia voluto e avuto uno. Tagliato e sagomato da un blocco di ottone, il classico accendino S.T. Dupont (che ne è uno dei simboli) è presto diventato un simbolo sociale. Tanto che tutti i suoi clienti, come anche Marylin Monroe, ne hanno voluto uno. Ispirato all’architettura Anni Trenta, il modello Ligne 2 è stato uno dei primi modelli successivi all’originale, immediatamente apprezzato dalla clientela della Maison S.T. Dupont che ne ha realizzate diverse collezioni. Tra queste, quelle incise a mano da Frederic Krill proprio sulla base del Ligne 2: l’Art Nouveau, disponibile in oro giallo, rosa e palladio, l’Art Deco (anche questa disponibile negli stessi materiali) e l’American Art Deco, ispirata allo stile eclettico con cui è stato realizzato l’Empire State Building, di cui sono stati realizzati solo 1930 esemplari e di cui esiste anche la penna (stilografica e roller).

La penna S.T. Dupont: solo per menti di successo

Una delle clienti più in vista della Maison S.T. Dupont è stata senza dubbio Jackie Kennedy-Onassis. L’ex First Lady degli Stati Uniti possedeva un accendino S.T. Dupont con incisa la sua iniziale, una semplice “J”. Da sempre appassionata dei prodotti della Maison francese, ed in particolare molto affezionata al suo accendino, è stata la stessa Jackie a chiedere di realizzare una penna in pendant. Dalla richiesta di Jackie Kennedy-Onassis è nata la penna Classique, la penna di lusso che è diventata, come tutti i prodotti S.T. Dupont, un simbolo del design moderno. Naturalmente, oltre ad essere uno dei regali preferiti dalla Repubblica Francese, forse uno dei maggiori clienti della Maison S.T. Dupont, la penna Classique non manca nella collezione di personaggi del calibro di Barack Obama, attuale presidente degli Stati Uniti e l’ex presidente della Cina Hu Jintao, il cui mandato è scaduto a marzo.

Anniversario 140, il ritorno alle origini

Se le penne e gli accendini restano i must delle collezioni S.T. Dupont, la pelletteria della Maison non è mai andata in letargo. Non soltanto le creazioni esclusive e in edizione limitata continuano a campeggiare tra le mani di personaggi illustri come i reali britannici, ma per il 140° anniversario (caduto nel 2012), la Maison ha voluto fare un passo indietro ed è tornata alle sue origini realizzando una collezione esclusiva di pelletteria per uomo, la D Elysée. Si tratta di una collezione di accessori in pelle di vacchetta liscia presentata per l’occasione in color nero e conciata con polvere di diamante che le conferisce una brillantezza a specchio che raramente è riscontrabile in altre pelli. Torna in auge la targhetta in pelle cucita a mano con il tricolore francese, apparso per la prima volta sulla “Bogie”, la borsa da viaggio che fu ordinata da Humphrey Bogart (e da cui prende il nome), tornano le chiusure e le cerniere in palladio e le fodere sono tutte realizzate in blu, il colore delle fodere dei vecchi bauli da viaggio. Oltre alla Bogie, torna in auge per il 140° anniversario la Riviera, la borsa creata da Dupont per Audrey Hepburn nel 1953 ed alla quale si ispira la collezione che la Maison ha riproposto per la primavera/estate 2012. Ad oggi, la Riviera è realizzata in pelle di vitello graine rosa con cinghie bianche. Alla collezione di borse, Dupont abbina una parure accendino/penna ispirata al cappello che la Hepburn indossa in Funny Face, il film che l’attrice ha girato con Fred Astaire nel 1957. S.T. Dupont è un esempio di accessorio al quale, chi vuol distinguersi dalla massa, non può proprio rinunciare. Al giorno d’oggi, 64 boutique e 150 tra shop-in-shop e corner, ospitano in 80 Paesi del globo i prodotti di questa Maison esclusivissima. La prova evidente che il buon gusto è apprezzato in ogni dove. Sul sito ufficiale è possibile rimanere sempre informati sulle ultime novità di prodotto.

 

 

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