Speciale MFW: Chicca Lualdi tra arte e architettura

Iniziamo la nostra rubrica incentrata sui brand più lussuosi e importanti che sfileranno durante Milano Moda Donna parlandovi di Chicca Lualdi. Una stilista di talento a cui spetta il compito, ma soprattutto l’onore, di aprire il calendario ufficiale della kermesse milanese.

La sua indole creativa prende avvio sin da giovanissima grazie alla sua famiglia con cui ha iniziato a percepire la passione per l’Arte e l’Architettura contemporanea, arrivando a frequentare i Maestri contemporanei del design che le trasmettono un ‘idea di estetica essenziale e pulita’. Come racconta sul suo sito ufficiale, “il suo punto di riferimento stilistico sono gli anni’60 di Courreges, Balenciaga, Valentino, Yves St. Laurent, Biki”.

La sua passione la porta a studiare a Milano e poi a New York, unendo il suo amore per la moda alla curiosità di viaggiare e scoprire il mondo. Molto importanti sono le sue importanti e numerose collaborazioni con G.Ferrè, Malo, Alberta Ferretti, Etro Trussardi, C. Malandrino e Max Mara Group.

Nel 2009 vince il concorso Fashion Incubator promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana come “Miglior giovane talento emergente della moda italiana”. Il suo marchio viene subito selezionato dalle più importanti boutique e attira l’attenzione della stampa internazionale.

Questi anni la vedono impegnata in un percorso internazionale ospite con le proprie sfilate e presentazioni a Parigi, Londra, New York, Mosca, Tokyo, Pechino. SAKS 5° Av. di New York dedica al marchio l’evento “Most Talented Italian Designer”; Nel recente Ottobre 2014 Il marchio è stato invitato alla Beijing Fashion week a rappresentare l’eccellenza della nuova generazione della moda Italiana.

Il suo concept stilistico viene visto come un inglobamento dell’architettura e del design contemporaneo nella moda. Il risultato è dato dai tagli precisi, dai volumi e dalle geometrie in un equilibrio di tecniche sartoriali e tessuti di ricerca per un’estetica che punta all’essenza. Molto interessante l’uso sofisticato che fa del colore nella convinzione che esso dia forma e vita alla materia.

Come detto, il suo punto di riferimento stilistico che appartiene agli anni ’60. Ciò si denota grazie al rigore dei volumi di abitini e capi spalla, rivisitati ed interpretati con moderni tessuti dalla trama ora compatta ora lieve; decisi interventi di colore che si alternano geometrie.

Una direzione creativa che rifugge i contrasti forzati di una moda di facile improvvisazione e sopra le righe per fare spazio ad un equilibrio di creatività ponderata con una femminilità minimal e moderna!

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