Milano Moda Donna, un tripudio di stili e colori!

Con oggi si conclude la settimana della moda italiana più attesa in tutto il mondo. Le passerelle di Milano Moda Donna hanno ospitato stilisti di ogni calibro, ognuno con il suo stile personale e con una palette di colori variegata. Il risultato è stato più che ottimo! Riviviamo insieme le emozioni che i Brand che più abbiamo apprezzato, in attesa della prossima Fashion Week, ci hanno regalato!

Richmond

Una killer queen vestita d’ oro in viaggio tra due mondi opposti. La realtà opulenta e nascosta e la fantasia eterea e misteriosa. Uno scrigno di colori decisi, per una palette d’ impatto: rosso rubino, verde smeraldo, blu zaffiro in contrasto con nero e avorio mixati da un tocco gold. Forti contrasti, pelli e sete stampate, geometrie jacquard e decori. Un dipinto con un mix di culture e dettagli preziosi.

Emporio Armani

Su fondo nero, più spesso che su fondo bianco, esplode la collisione estetica di segni e disegni da era digitale, come lo smile sezionato, e di graffi multicolor. Linea pulita e forme nette per questa nuova collezione. Dettaglio importante le spalle disegnate e arrotondate da eroina tecnologica.

Ermanno Scervino

La visione couture di Ermanno Scervino irrompe nel quotidiano, esprimendo un’estetica che guarda al mondo delle Arti. Maschile e femminile dialogano, senza confondersi: la donna sceglie una nuova uniforme per sottolineare la propria femminilità. Suggestioni pittoriche per il macramè petit-damier, cesellato e sovrapposto. Delicati richiami ai mosaici si trasformano in cappotti e completi maschili o in abiti impalpabili, iper-femminili, nei toni metallici oro, argento e bronzo. Il pizzo millefoglie diventa plissé, fitto, drappeggiato, costruito sul corpo, scultoreo come la silhouette che disegna.

Leitmotiv

Questa collezione prende il nome di “Into the woods” e il rimando letterario del brand non può che essere alla selva di Dante, solo che invece di essere oscura… è colorata! Si apre al pubblico uno scrigno di colori e di modelli che incantano tutti i presenti. Molto originali e interessanti le stampe e le immagini in contrasto bianco e nero.

 

Cividini

Il minimale non esiste da solo, è sempre accompagnato da imperfetto. Una imperfezione nei dettagli; le pieghe stirate e poi spianate quasi a lasciare traccia di ripensamenti creativi, i quadretti di un disegno rubato alla drapperia maschile cancellati pennellate di colore a sottolineare l’evolversi del processo creativo, l’abito dritto a quadretti dove l’aggiunta di una balza con motivo floreale contrastante testimonia la correzione fatta in corsa, il classico cappotto minimale maschile è imperfetto quando si aggiunge una zip come chiusura; un elemento imperfetto nel rigore del capo, la piccola giacca tagliata alla perfezione con un tessuto a disegno diagonale che lascia intravvedere delle piegoline dimenticate dove il disegno non arriva e che riservando il fondo creano delle piccole macchie di colore.

 

Harmont&Blaine

Il Bassotto presenta a Milano la collezione disegnata da Marianna Cimini sotto la direzione creativa di Paolo Montefusco. Dal luogo in cui è cresciuta, la Costiera Amalfitana, la giovane stilista ha tratto l’ispirazione per realizzare “From dawn to dusk”, collezione donna in cui, provocatoriamente, il nero è assente, sostituito dal bianco e dalle nuances che il cielo, il mare e la terra regalano in un time lapse di una giornata invernale in Costiera. Una donna elegantemente informale, rilassata e divertita, glamour e chic che interpreta il mediterranean lifestyle del marchio del bassotto con naturalezza, eleganza e solarità. Valori chiave del brand declinati al meglio per la donna Harmont & Blaine dalla coerenza stilistica di Marianna Cimini. 

Trussardi

Ci vorrebbe una melodia country, una ballad libera e sofisticata, per descrivere la nuova collezione Trussardi Donna per l’Autunno/Inverno 2016/17. Lo spunto è Jolene, uno dei pezzi più famosi di Dolly Parton. Nella canzone si narra di una donna bellissima, a cui la cantante chiede, come fosse una dichiarazione di ammirazione e insieme di sorellanza, di non sedurre il proprio uomo. Quel sentimento di stordimento e di consapevolezza, dati dal potere della bellezza femminile, diventano l’estetica portante di tutta la collezione. Alla base c’è un’atmosfera country, immaginaria e mai didascalica. È come se le tracce del guardaroba folk si fondessero con quelle più taglienti e glamour dei look da metropoli. In bilico, come un ponte gettato tra due mondi, simboli, dettagli e ricordi dialogano tra presente e passato, tra casual e formale.

Moschino

Abiti da sera sfilano in uno scenario post-apocalittico: un palazzo rinascimentale, una volta glorioso ormai decadente. Questo è un glamour “hardcore” che mixa la couture alla grinta delle girl gang. Il chiodo di pelle, amato da Marlon Brando a Franco Moschino, è ri-assemblato e reinterpretato in modi inattesi; in chiave pop ma anche couture. Teschi, ossa incrociate e catene ricreano su smoking e abiti la struttura di uno scheletro perché “la morte ti fa bella”. Tessuti metallizzati sono trattati e riproducono frammenti di specchi dorati per abiti da cocktail specchiera, gocce di cristalli Swarovski pendono da scollature e bustier e un grande lampadario di cristalli Swarovski caduto dal soffitto si trasforma in abito da ballo. Per il finale abiti da debuttanti in satin di seta e con ampie crinoline chiudono fumanti lo show.

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