Alice Lobanova al Festival del cinema russo – Premio Felix

Alice Lobanova - Premio Felix

L’affascinate Alice Lobanova, nota attrice e imprenditrice russa, direttamente dal Paese dei girasoli, è sbarcata in Italia per essere tra le protagoniste sul palco del Cinema Anteo di Milano, alla prima edizione del Festival del cinema russo – Premio Felix.

Elegante, in tailleur nero Tom Ford, puntuale, come un orologio svizzero, ha fatto il suo ingresso in sala per consegnare il premio alla regia all’italiano Max Nardari, per il film italo-russo “Di tutti i colori” (in russo: “Amore pret-a-porter”), uscito lo scorso anno in Russia in oltre 400 sale. Durante la kermes sono stati consegnati altri due premi importanti, uno alla carriera a Lev Prigunov, protagonista del celebre film “Italiani brava gente” di Giuseppe De Santis e l’altro alla produzione a Elisabetta Bruscolini, produttore e direttore generale della società di produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia, che ha già realizzato due film di co-produzione Italia-Russia. La Lobanova, a capo della Toy.ru, una delle più importanti industrie di giocattoli dell’Est Europa, durante la serata ha espresso la volontà di volersi impegnare attivamente nel magico mondo del cinema per consolidare l’antico sodalizio artistico e culturale tra l’Italia e la Russia. 

Cosa prova ad essere protagonista di un evento così importante come il Premio Felix?

È veramente un grande onore rappresentare il mio Paese in questa occasione e soprattutto essere qui per promuovere la cultura russa in questo particolare momento storico. 

In che modo intende promuoverla?

Grazie a questo festival sto pensando di co-produrre un film e sono già alla ricerca di nuove storie, idee e sceneggiature. 

I russi cosa pensano del cinema italiano?

Fa moda. È risaputo che l’arte italiana è famosa in tutto il mondo. Noi russi siamo cresciuti guardando i grandi film italiani. Non c’è donna russa infatti che non ami ‘Matrimonio all’italiana’ di Vittorio De Sica. Un film che è diventato un elemento importante della nostra cultura. 

Tra i registi italiani, chi è il suo preferito?

Fellini. I suoi film sono speciali. Esprimono chiaramente la cultura, il carattere e le emozioni dell’Italia. Dagli anni ‘70 agli anni ‘90 Federico Fellini è stato un punto di partenza per tanti registi e artisti del mio Paese. Io per esempio quando dipingo mi ispiro molto a lui, alle sue figure, alle sue protagoniste e ai suoi costumi.

Cosa le piace dipingere?

Ritratti e nature morte. 

Chi le ha trasmesso la passione per l’arte?

Mio padre e mio nonno, entrambi erano pittori ma anche mia nonna, era una bravissima attrice di teatro. Lei appunto mi ha trasmesso la passione sia per il cinema, che per il teatro.

È la prima volta che viene in Italia?

No, ci vengo spesso. Con mio marito e mio figlio tutte le estati in Sardegna e a Milano durante l’anno per business. 

Che idea si è fatta di Milano?

Molto bella. Non l’apprezzi subito perché non è una città solare, il cielo è grigio, le strade sono strette… però quando cominci a viverla e la conosci meglio non vuoi più andar via.

Secondo lei perché tanti russi amano l’Italia?

Perché siamo molto simili agli italiani, per il gusto, per la bellezza e per lo stile di vita. E poi gli italiani sanno amare come noi russi. 

Tra gli stilisti italiani chi preferisce?

Versace, fin da quando ero ragazza. Chi viene a casa mia capisce subito che amo il suo stile. Però mi piacciono anche Dolce & Gabbana, Cuccinelli e Loropiana.

Quando ha cominciato a occuparsi di business?

Da quando ho sposato mio marito. Sono entrata subito nel suo mondo cercando di dare soprattutto il mio contributo creativo. Da sei anni mi occupo di tutto, dalla A alla Z, dal bozzetto del giocattolo alla sua distribuzione.

Quanto ha influito suo marito nella sua carriera?  

Tanto. Io e lui siamo complementari: lui è il business e io la creatività e la spontaneità. 

Non si occupa solo di arte e di business, lei è anche attiva nel campo benefico, ce ne parli…

È stata una coincidenza. Undici anni fa, in ospedale, quando ho partorito mio figlio, durante la degenza, ho visto in molti reparti tanti bambini abbandonati che soffrivano. Da quel momento è cambiata la mia vita ed è cambiato il mio cuore. È stato proprio questo a spingermi ad occuparmi di loro. 

E come?

Ho messo assieme le mie competenze universitarie, acquisite all’Accademia d’Arte di San Pietroburgo, dove mi sono laureata e quelle artistiche. Così ho cominciato a organizzare workshop di arte terapia per i bambini con paralisi celebrale, coinvolgendo nei miei corsi alcuni attori e personaggi televisivi del mio Paese. Un progetto che, devo dire, tutt’oggi continua a darmi grandi soddisfazioni.

Lei è una donna super impegnata, come fa a conciliare lavoro, impegno sociale e famiglia?

Dormo pochissimo però appena riesco a ritagliarmi un po’ di tempo libero lo dedico esclusivamente a mio figlio e a mio marito. 

Tratto da Lusso Style di Gennaio 2019

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