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Animalia Fashion, in mostra a Firenze “uno zoo di stoffe, piume, pellami”

Animalia Fashion 2019

Animalia Fashion, una mostra imperdibile a Firenze

Leopardato, tigrato o zebrato? Nessuno dei tre, grazie. Anche se il più classico animalier nelle collezioni moda resta certo sempre di tendenza – vedi l’ultima sfilata di Aniye By a Milano, con Chiara Ferragni in prima fila in abito mini di paillettes in versione leopard pattern – c’è tutto un mondo animale da scoprire e reinterpretare.

Come il babirussa, un maiale selvatico che vive oggi esclusivamente in alcune isole indonesiane e il cui maschio è dotato di canini superiori che fuoriescono dal dorso nasale, rivolti all’indietro in forma di semicerchio. Denti questi molto particolari che hanno ispirato le scarpe “Fang”, della collezione Spring/Summer 2012 Couture di Iris van Herpen, e non solo. Per scoprire le creazioni di stilisti contemporanei che evocano gli esemplari più inaspettati, a Firenze fino al 5 maggio c’è la mostra Animalia Fashion, nelle sale del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, dove protagonista è proprio il regno animale. Grandi assenti, oltre al leopardo, sono gli zebrati e i tigrati, per far posto a insetti, ricci, cigni, aragoste, serpenti, pesci, conchiglie e coralli, a significare che la Moda è Arte e come tale “scimmia della Natura”, come si legge nella presentazione dell’esposizione. Nella mostra il rapporto che si instaura con gli animali è indagato in modo divertente e poetico ma anche impegnato.

Una passeggiata zoologica nel mondo della moda

Con ideazione, progetto e cura di Patricia Lurati, Animalia Fashion è un’incursione nel rapporto tra la moda dell’ultimo decennio (2008-2018) e gli animali, tema allo stesso tempo piacevole e leggero ma anche profondo, in un momento in cui i cambi climatici e un calo d’interesse delle superpotenze per i problemi dell’ambiente mettono molte specie in pericolo. Gli abiti sono come sculture, stoffe e ricami come dipinti: tutto concorre a ricreare una specie di passeggiata zoologica tra le creazioni di Jean Paul Gaultier, Karl Lagerfeld for Chanel, Yiqin Yin, Ulyana Sergeenko Couture, Dolce & Gabbana, Valentino e Prada, solo per citare alcune delle maison   presenti. Dalla Francia alla Cina, dalla Russia all’Italia, gli abiti esposti propongono un catalogo sorprendente di quello che l’alta moda ha da offrire alla natura in termini di ispirazione e suggestione, e all’arte come prodotto di fantasia e genialità. La moda può sorprendere, scatenare l’immaginazione e coinvolgere in un nuovo gioco di identificazioni e suggerimenti.

Animalia Fashion si propone così come una delle più sorprendenti e suggestive installazioni nel campo della Haute Couture: lirismo puro negli accostamenti proposti, il percorso espositivo  rivela in sé anche un invito a riflettere sulle meraviglie dell’universo, se si presta attenzione all’allestimento, concepito infatti come un fantastico, iperbolico museo di storia naturale. Abiti, accessori e gioielli diventano un’esperienza, un viaggio nella storia della scienza zoologica, ma soprattutto una scoperta di forme e colori che volta a volta evocano animali comuni o rari.

La scoperta delle meraviglie del regno Animale

Lo stile contemporaneo delle creazioni in mostra – prestati dalle case di moda più celebri e da stilisti emergenti – esprime il suo straordinario potere creativo grazie anche ad abbinamenti inaspettati. Nelle sale del museo, infatti, abiti, accessori e gioielli sono accostati con veri animali impagliati e rettili in formaldeide, concessi in prestito dal Museo fiorentino di Storia Naturale La Specola, con i ragni (in teche) prestati dall’Associazione Italiana di Aracnologia, ma anche con dipinti antichi e oggetti dal Museo di Antropologia ed Etnografia di Firenze, e con riproduzioni di disegni tratti da antichi bestiari e pagine da tacuina sanitatis medievali. La mostra è così intesa come la scenografia di un museo immaginario, lo sottolineano anche le parole della curatrice Patricia Lurati: “in un dialogo emozionante con questo zoo di stoffe, piume, pellami – e non solo – il visitatore viene sorpreso, coinvolto nella scoperta delle meraviglie del mondo animale, che per gli stilisti diventa fonte di ispirazione, o che crea accostamenti inaspettati nell’immaginazione di chi guarda”.

Le 18 sale del percorso espositivo si aprono con la sezione dedicata ai ragni per poi proseguire con cigni, conchiglie, ricci, pesci, coralli, pappagalli, aragoste, babirussa, pesce istrice, serpenti, scarabei, mosche, api, coccodrilli e, infine, farfalle. “In questa carrellata di quasi un centinaio di pezzi tra abiti, borse, scarpe, gioielli e accessori, l’alta moda interpreta un universo favoloso, dove i manichini diventano creature di un bestiario moderno e poetico – ha spiegato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. È anche un omaggio alle qualità artistiche e tecniche della moda contemporanea, un settore cui il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti sta dedicando nuove energie e attenzione”. Un’ulteriore conferma dell’importanza per il settore di questa Galleria del Costume. Fondato nel 1983, è infatti il primo museo statale italiano dedicato alla storia della moda e alla sua valenza sociale. Fanno parte delle sue collezioni abiti e accessori dal XVIII secolo ad oggi, oltre a biancheria intima, gioielli e bigiotteria. Fra i costumi si annoverano anche gli abiti funebri cinquecenteschi di Cosimo I de’ Medici, Eleonora di Toledo e del figlio don Garzia, esposti in permanenza dopo un complesso restauro. Una tappa fondamentale a Firenze (e in Italia) per chiunque voglia approfondire la propria conoscenza della storia del moda e del costume.

 

Tratto da Lusso Style di Febbraio 2019

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