Benedetta Paravia, protagonista occidentale contro gli stereotipi degli Emirati

Roberta Paravia

Benedetta Paravia, on air a Dubai

Non ama definirsi influencer, ma in qualche modo è riuscita ugualmente ad influenzare la cultura orientale contaminandola con quella occidentale, da cui lei stessa proviene. Benedetta Paravia è la nuova eroina femminile “on air”.

In occasione della press breakfast-conference presso Palazzo Dama durante Altaroma, e con approfondimenti successivi, la conduttrice televisiva di “Hi Dubai” ha raccontato tutta se stessa. È partita dal sogno adolescenziale di un mondo al di là degli stereotipi, poi via via ha lasciato l’Italia ed ha scoperto che poteva fare realmente di più. Si è lasciata accettare, inizialmente con fatica, dal mondo arabo.

Storie al femminile

Attualmente è una conduttrice di successo: ha esordito con uno dei programmi più noti degli Emirati, “Hi Dubai”, in cui ha raccontato ventiquattro storie al femminile. “Su Dubai e tutti gli Emirati Arabi, girano stereotipi non veritieri. C’è molto di più”, ha affermato Benedetta.

L’incontro con la stampa per la fashion week romana è stata l’occasione ideale per lanciare la nuova serie del format crossmediale televisivo, web e inflight dal titolo “Hi Emirates” che sarà trasmessa in occasione della Festa Nazionale sui Canali Abu Dhabi TV e Dubai One in prima serata (la nostra Rai Uno) e andrà ad evidenziare lo spirito di Tolleranza di tutti e sette gli Emirati Arabi Uniti, un Paese da lei definito “una comunità per le comunità”. “Hi Emirates” segue il grande successo di “Hi Dubai” per il quale il Governo le ha concesso la produzione, seguita dalla messa in onda in TV e sui Canali Web di informazione, quali Dubai Post e Emirates 24/7, nonché la visione su tutti i voli Emirates Airline, che conta circa 60 milioni di passeggeri all’anno, con sottotitoli in inglese ed arabo.

La serie è visibile anche online. Le donne protagoniste scelte da Paravia sono trentacinque, tra queste: la Sceicca Dottoressa Hind al Qassimi; la filantropa emiratina Thoraya Al Awadhi; la Dottoressa Mouza che combatte il cancro al seno alle sue pazienti; la pattinatrice emiratina Zahra Lari che si è battuta per l’accettazione del velo durante le gare internazionali; la giovane cavallerizza italiana Costanza Laliscia ed alcune imprenditrici dell’Emirates Business Council; la modella Ludmilla Voronkina; l’influencer italiana Silvia Vianello (tra le 100 donne di Forbes Italia), la campionessa di tiro Yasmine Tahlak ed alcune figlie dei Rulers (coloro che amministrano i sette Emirati).Quello che da seguito e credibilità a Benedetta Paravia è il suo voler raccontare storie vere. Ha rifiutato infatti la partecipazione al cast di attrici professioniste, il suo intento è dar spazio a storie realmente vissute sulla propria pelle. Il suo progetto viaggia in parallelo ad un grande lavoro di apertura culturale portata avanti da parte del governo orientale il quale, negli ultimi 30 anni, ha avviato una rilettura del Corano nel rispetto della donna e delle altre religioni. Bettina Giordani, Presidente FIDAPA BPW ITALY, la definisce “Ambasciatrice di Pace, donna impegnata socialmente, artista, star televisiva, ma è come “storyteller di donne” che ci appassiona e ci stupisce. Le donne degli Emirati Arabi liberate da stereotipi, contribuisco a costruire una nuova immagine di donna, inaspettata per i più. Sapere che è un’italiana che contribuisce a questo processo culturale, ci rende orgogliose di poterla sostenere”. Nelle foto, la conduttrice è accompagnata spesso da un gesto della mano. Si tratta del numero tre fatto con le dita, un gesto che indica “Three fingered salute”, cioè “Win”, “Victory” e Amore, i valori fondanti degli Emirati Arabi Uniti. Simbolo ripreso nel 2013 dallo Sceicco Mohammed bin Rashid al Maktoum che lo ha mostrato in occasione del Government Summit. Princess Bee, questo il suo nome d’arte, è anche una convinta filantropa: co-fondatrice e ambasciatore della onlus A.N.G.E.L.S. – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà, per l’assistenza medica dei bambini malati dalle aree colpite dalla guerra. È l’unica artista al mondo che ha ricevuto il Patrocinio dell’UNESCO per aver scritto “Angels – una canzone per la pace” per importanza fondamentale per la pace e la solidarietà tra le popolazioni.

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