Chanel e la lettura: una mostra a Venezia

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Un evento straordinario che contempla il piacevole accostamento di arte e moda. Chanel presenta a Venezia, fino all’8 gennaio 2017, l’esclusiva mostra “La donna che legge”. Si tratta di una presentazione che fa parte di un più ampio progetto, “Couture Chanel”, percorso articolato in più tappe dedicate ai diversi aspetti della vita e dell’opera di Gabrielle Chanel, una figura fondamentale nella formazione dell’estetica del ’900. “La donna che legge” rappresenta la settima di queste imperdibili tappe.

L’esposizione, inaugurata lo scorso 17 settembre a Ca’ Pesaro, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, sarà aperta al pubblico e rappresenta l’occasione per conoscere da vicino la poliedrica personalità della leggendaria stilista Mademoiselle Chanel, attraverso le sue letture e i suoi interessi.

Ne emerge il ritratto di una fervida lettrice, influenzata dalle principali correnti letterarie del ventesimo secolo e a sua volta musa ispiratrice di intellettuali e artisti, tra cui Jean Cocteau, che disegnò alcuni ritratti della stilista. Articolata in quattro sezioni, la mostra presenta i libri di Gabrielle Chanel e testimonianze della sua vita e delle relazioni che contribuirono a sviluppare il suo gusto, oltre che fotografie, quadri, disegni e oggetti d’arte provenienti dalla sua abitazione. Immancabile la chiusura con le creazioni firmate da Karl Lagerfeld, che riprende il vocabolario estetico ideato dalla stilista. Perché Chanel è celebre ancor oggi per aver consegnato al mondo la più amata It Bag della storia della moda e altre incredibili creazioni, ma soprattutto per aver creato uno stile senza tempo.

La rassegna si apre con un appunto autografo di Gabrielle: si tratta di un passaggio tratto dal romanzo del 1856 di Gustave Flaubert ‘Madame Bovary‘, per l’occasione eccezionalmente esposto nella sua versione manoscritta. I libri giocarono infatti un ruolo fondamentale nell’operato di Mademoiselle Chanel: le foto esposte mostrano la biblioteca del suo appartamento in rue Cambon, con gli scaffali che occupano tutte le pareti. Oltre a Flaubert i grandi classici come Soflocle, Virgilio, Shakespeare, Rebalais, ma anche autori più moderni come Proust, Rilke, Mallarmé e tanti altri. Una passione costante e intensa, che la stilista raccontò di aver sviluppato già nell’infanzia e che negli anni crebbe anche grazie alla frequentazione di intellettuali come Max Jacob o il poeta Paul Reverdy, uno dei maggiori esponenti dell’Avanguardia francese, a cui Cocò Chanel fu legata sentimentalmente per diverso tempo. Ed è proprio grazie alla vicinanza con il vivace clima culturale dell’epoca che si deve una delle principali icone Chanel: l’etichetta dell’intramontabile profumo Chanel N° 5, ispirata ai manifesti dadaisti di Tristan Tzara. Un evento quindi che attraverso l’arte tenta di spiegare cosa c’è di più nascosto dietro ai sipari turbolenti della moda mondiale. Verosimilmente gli amanti dell’arte, della fotografia e della moda si ritroveranno tutti insieme uniti dalla stessa passione