Chopard Lotus Blanc: l’orologio segreto da 26 carati

La Maison Chopard si è ispirata alla delicatezza del loto bianco, fiore orientale simbolo di purezza, per realizzare l’orologio gioiello che si è aggiudicato il riconoscimento di Jewellery Watch Prize 2017 al recente Grand Prix d’Horlogerie (GPHG) svoltosi a Ginevra.

Il Lotus Blanc unisce l’eccellenza del know-how in campo dell’orologeria di Chopard all’esperienza e savoir faire derivanti dalle realizzazioni di creazioni di alta gioielleria.

La genesi di questo nuovo prodotto riflette gli stimoli che Caroline Scheufele, Co-Presidente e Direttore Artistico di Chopard, ha ricevuto nel corso dei suoi numerosi viaggi intorno al mondo.

In particolare, durante un soggiorno nel Sud-Est asiatico, la Scheufele è rimasta colpita dalla raffinatezza del loto bianco.

Fiore sacro nelle religioni orientali, questa pianta acquatica, apparentemente fragile, ha servito in realtà come un trono per le divinità, poiché i suoi petali sottilissimi nascondono invece una forza incomparabile, che permette al loto di rigenerarsi quotidianamente, rimanendo immacolato e puro come il primo giorno. La sua corolla si chiude ogni notte, prima di rifiorire nuovamente all’alba.

Per trasmettere questo tipo di rinnovamento perpetuo, Chopard ha voluto creare un orologio segreto che può essere scoperto a piacimento.

Composto da ben 25,66 carati di diamanti bianchi, il Lotus Blanc riflette il lavoro meticoloso degli artigiani High Jewellery della Maison, che hanno combinato pazientemente i loro talenti nel dare vita a questa creazione audace. I suoi petali scintillano come se punteggiati di rugiada, mentre il braccialetto è composto da finissime file di diamanti che evocano le acque ondulate sulle quali il bocciolo fiorisce.

L’effetto che trasmette è decisamente sorprendente ed unico nel suo genere, dando l’idea di una pianta che si risveglia per poi cadere ancora nel sonno, circondata da un magnifico aureo di luce.

Questo pezzo unico, dal valore stimato di 798’000 franchi svizzeri, unisce precisione ed eccellenza, grazie anche all’ingegnoso meccanismo di apertura, che senza ombra di dubbio ha affascinato la giuria del Grand Prix di Ginevra.

 

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