Da Balestra a Gattinoni, ecco cosa ci ha detto Altaroma

È stata un’edizione ricca di novità emozionanti, quella di Altaroma. Oltre alle “aspettate” collezioni, hanno sfilato in passerella anche i diritti delle donne, le diversità etniche e fisiche o ancora il range di età che coinvolgeva anche le donne più adulte.

Collezioni tutte diverse tra loro ma con l’unico obiettivo di valorizzare la donna. Via libera alle ampiezze per le maniche di camicie e le gonne che avvolgono le silhouette. Le giacche sono destrutturate, si punta ad accessori unici che impressionano.

Sabrina Persechino 

La collezione ripercorre la via Imperiale, luogo di estrazione della pietra chiamata “Elektron” dai greci. L’ambra si riflette cosi sui capi presentati, vagliando ogni declinazione dal giallo all’ultra violet. Le strutture sono sempre lineari ed eleganti, i capispalla vestono completamente la donna, anche da soli. Tessuti in rafia e seta per il bianco, rete di seta e metallo per l’oro, piquet di seta ordito a emulare le conifere baltiche per il verde reseda, cady e pelle per l’ultra-violet, valorizzano gli abiti anche nella sensazione tattile.

Renato Balestra 

Il blu Balestra è sempre presente, ma viene affiancato questa volta dal verde. Verde come i fili d’erba che hanno ispirato la nuova presentazione haute couture. Abiti costruiti attorno a giochi sartoriali delicati, impreziositi da ricami in cristalli Swarovski e perle che imitano la rugiada sui fili d’erba. Una texture fresca, dedicata ai giovani, con organze, chiffon, fiocchi e fiori in un alternarsi continuo di bianco, verde e l’iconico blu. Le mantelle sono leggere e velate, si gioca con le lunghezze e i volants da cocktail.

Filippo Laterza 

Orientale e mitologico divengono pop art, la sartorialità e l’eleganza anglosassone si veste di contrasti fra orientalismo e modernizzazione. Tagli, volumi e forme dell’alta moda sono modernamente rivisitate. La pittura del cuore “Liampu” dei protagonisti dell’Opera di Pechino, viene trasportata su abiti, cappe e gonne. La collezione ricca di dettagli ricamati a mano vanta pregiati macramè francesi uniti e velour di seta wet effect dalle mani fluide, preziose douchesse e velour stampate con i disegni dell’opera cinese.

Francesco Scognamiglio 

Un surrealismo onirico e moderno in cui il senso del sacro e la bellezza del creato dialogano tra di loro muovendo la collezione di Francesco Scognamiglio. Le silhouette dei modelli sono raffinate e precise; tagli decisi si alternano a linee affusolate e sensuali per esplodere in abiti che nascondono un afflato al limite del celestiale. Una donna di ghiaccio, dove appunto il bianco la domina quasi completamente per tutta la collezione.

Camillo Bona 

La collezione vede l’alternarsi di 30 capi elegantissimi, completamente realizzati a mano. I colori predominanti sono neutri, insieme a un mix di toni  bianchi e blu, bianchi e grigi, panna e neri. I tessuti sono leggeri e sofisticati come seta, organza pizzo e lino. La lavorazione portante della collezione sta nel ricamo dei budellini che compongono gonne e spolverini, oltre a pizzi intarsiati.

Gattinoni 

La collezione riprende elementi iconici passati della Maison per unirli a tendenze future. Sono più di mille le creazioni per la passerella Heritage espressamente voluta “no season”. Le donne Gattinoni indossano grandi cappelli a falda larga cuciti a mano, le camicie sono di impronta maschile ma ingentilite da polsini voile over e maniche a sbuffo.  Tanta presenza di chiffon e trasparenze con applicazioni di pizzo macramè e perle, colli alti, giacche traforate in plissé, maglie tricot realizzate con lane a pelliccia e pantaloni cargo.

 

Tratto da Lusso Style di Febbraio 2018

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *