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Dove vedere l’aurora boreale: un’esperienza unica!

dove vedere l'aurora boreale

Dove possiamo vedere lo spettacolo dell’aurora boreale?

Colorati “fuochi” danzanti che illuminano il cielo più buio e freddo, suscitando stupore e meraviglia: assistere al magico spettacolo dell’aurora boreale lascia davvero senza fiato. Provare per credere. Non è però così facile come alcuni credono, non basta recarsi nei luoghi giusti e nei periodi consigliati, serve sempre un po’ di fortuna.

L’aurora polare – boreale nell’emisfero nord e australe nell’emisfero sud – è un evento sfuggevole e straordinario a cui si ha il privilegio di assistere solo in prossimità dei poli terrestri. Create da particelle provenienti dal sole rilasciate durante le esplosioni solari, le Luci del Nord (così  più comunemente chiamate in tutto il Nord Europa) si manifestano quando queste particelle interagiscono con l’atmosfera nel campo magnetico terrestre e l’energia rilasciata illumina i cieli, fino a ottenere una matrice di colori. Un fenomeno che si verifica molto in alto – sopra la superficie della terra, a un’altitudine di 100-250 km – laddove l’atmosfera diventa estremamente rarefatta. Ma per osservare lo spettacolo ci sono tanti altri fattori da considerare compresa l’alba, il tramonto e la luna nascente, come pure il cielo coperto. Nelle notti limpide d’inverno, vengono organizzate molte escursioni per ammirare questo spettacolare ma volubile fenomeno naturale: varia la posizione ideale per gli avvistamenti e le guide sono specializzate nella “caccia” alle luci, nel trovare i luoghi in cui le condizioni sono migliori per vederle. Non importa il clima rigido o l’attesa, riuscire nell’impresa di osservare le Luci del Nord scatena sempre grandi emozioni, nel turista che ha fatto migliaia di chilometri per vederle ma anche nelle popolazioni autoctone. È difficile infatti abituarsi allo straordinario anche quando questo diventa (quasi) ordinario.

Luci del Nord tra miti e leggende

L’aurora boreale per secoli è stata ritenuta dai popoli nordici un segno magico e sovrannaturale, arricchendo così il patrimonio culturale con miti, saghe e racconti leggendari. In Finlandia, ad esempio, il nome usato ancora oggi per indicare questo fenomeno naturale è revontulet, che tradotto letteralmente significa fuochi della volpe: il vocabolo deriva infatti da un antico mito finlandese, una favola sugli animali, in cui le luci venivano causate da una volpe magica che spazzava con la coda la neve spruzzandola in cielo.

Secondo i vichinghi norvegesi invece i colori delle aurore erano provocate dal sole riflesso sugli scudi delle valchirie, mandate in battaglia dal dio Odino per condurre gli eroi di guerra, nel momento della loro morte, nel Valhalla. Il popolo Sàmi – che vive nelle regioni conosciute comunemente come Lapponia – per tradizione identifica le luci con le anime dei defunti e, secondo un’antica credenza, è vietato fischiare o richiamare l’attenzione dell’aurora boreale quando questa danza in cielo: facendo troppo rumore si potrebbero disturbare gli spiriti, rischiando di essere rapiti.

In Scozia, colonizzata in passato dai vichinghi, le aurore sono a volte chiamate “i ballerini allegri” mentre di tutt’altro parere sono gli Inuit della Groenlandia, per cui a danzare sarebbero invece i bambini morti. A credere che le luci fossero spiriti umani erano anche gli indiani Salteaus del Canada orientale, i Kwakiutl e gli Tlingit dell’Alaska sud-orientale, mentre i giovani tra gli eschimesi del Labrador – i quali credevano che le aurore fossero fiaccole accese dai morti che stavano giocando a palla nei cieli (con un cranio di un tricheco) – a loro volta danzavano in onore delle luci. In alcune culture poi le Luci del Nord sono anche collegate al mito della fertilità e ancora oggi esistono delle popolazioni – come ad esempio i giapponesi – che credono che un bimbo concepito sotto l’aurora boreale sarà per sempre baciato dalla fortuna.

Aurora boreale: destinazione Nord Europa

Una nazione che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sé – per i suoi magnifici scenari naturali e per le grandi produzioni cinematografiche e televisive che l’hanno scelta come set (una fra tutte, Il Trono di Spade) – è sicuramente l’Islanda. La terra dei fuochi e dei ghiacci è la meta ideale per ammirare l’aurora boreale: l’estrema oscurità dell’inverno islandese permette infatti, tra settembre e aprile, di vedere spesso il fenomeno naturale e sono tantissimi i viaggiatori che vi si recano per questa ragione. Sul sito ufficiale del turismo visiticeland.com sono proposti più di settanta Northern Lights Tour, con indirizzi e informazioni per prenotare l’escursione, più indicazioni specifiche relative alle previsioni dell’aurora, consultabili sul sito web vedur.is. Il consiglio è ovviamente di andare fuori città anche se le aurore boreali più luminose sono visibili anche nella capitale Reykjavik, nonostante l’illuminazione pubblica.

Se nella Finlandia meridionale è possibile avvistare solo 10/20 aurore boreali l’anno, da settembre a marzo, nella Lapponia settentrionale le probabilità aumentano e le Luci del Nord fanno capolino in media ogni due notti: sul sito ufficiale visitfinland.com sono elencate le regole di base per la caccia a revontulet, tra cui il consiglio (forse ovvio ma mai scontato) di coprirsi bene e di segnarsi  al servizio Auroras Now! dell’Istituto metereologico finlandese, così da ricevere avvertimenti via e-mail non appena le condizioni magnetiche del cielo sono propizie. Anche la Lapponia svedese è una meta indicata per gli avvistamenti: l’estrema punta nordoccidentale della Svezia è caratterizzata da pianure artiche, foreste, montagne, ghiacciai, laghi e fiumi che la rendono il punto di osservazione ideale per meravigliose foto ricordo dell’aurora boreale. Sul sito ufficiale visitsweden.it il punto migliore indicato è l’osservatorio Aurora Sky Station, nel parco nazionale di Abisko. Per chi sceglie la Norvegia come destinazione, visitnorway.it segnala l’applicazione di Norway Lights, un sito di previsioni per l’aurora boreale, che fornisce una panoramica dei posti migliori per ammirare il fenomeno – ad esempio le isole Lofoten o la città di Tromsø – con previsione a tre giorni per ogni luogo e oraria per il giorno in corso, in base al meteo e all’attività del vento solare. Attenzione però alla latitudine: le norvegesi Svalbard, meta estrema dei viaggi artici in Europa, sono talmente a nord che restano fuori della zona di attività più intensa.

Non solo Europa, tra i luoghi migliori per avvistare le Luci del Nord gli esperti consigliano anche i dintorni di Fairbanks in Alaska, il Manitoba e lo Yukon in Canada e Ammassalik in Groenalandia. Per chi non riuscisse a organizzare il viaggio durante la stagione invernale non resta che cambiare emisfero: da marzo a settembre l’ideale è prenotare un viaggio per Stewart Island, in Nuova Zelanda, dove è possibile assistere al fenomeno meno conosciuto dell’aurora australe. Nota bene: il nome maori dell’isola, Rakiura, significa ‘cieli luminosi’. Sicuramente è di buon auspicio.

Tratto da Lusso Style di Febbraio 2019

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