È l’ora del the!

l'ora del the

Obbligatoria è la prenotazione: se si desidera provare l’esperienza di un vero Afternoon Tea in uno degli storici alberghi di Londra, il consiglio è quello di programmare con anticipo l’appuntamento, evitando così delusioni dell’ultimo momento.

In certi periodi dell’anno la prenotazione, per quanto riguarda il sabato e la domenica, è richiesta addirittura tre mesi prima, mentre basta una quindicina di giorni per la consumazione durante la settimana. Sì, dedicarsi una pausa pomeridiana tra sandwich, dolci e infusi pregiati è (anche) ai giorni nostri di gran tendenza. Non è affatto noioso e obsoleto, bensì un rito sociale che conquista all’insegna del buon gusto e del design. Il merito è anche di alcuni grandi hotel che, sul finire degli anni Novanta, hanno rinnovato il proprio stile sostituendo vecchi candelabri e argenterie con servizi dalle linee essenziali e innovative, una ricerca estetica orientata a un’eleganza dal sapore fresco e nuovo.

Alla corte della Regina Vittoria

Seppur conosciuto sin dal Cinquecento da viaggiatori e missionari che provenivano dall’Estremo Oriente, dove aveva già una lunga tradizione in Cina, il the compare in Europa nei primi decenni del Seicento. La commercializzazione inizia in Olanda ma è il mercato inglese a rivelarsi il più solido: negli anni Sessanta dell’Ottocento il the si diffonde soprattutto tra la nobiltà rinvigorita della Restaurazione, dove la bevanda risulta perfettamente inserita nella moda orientale e delle cineserie. Diviene così ben presto un appuntamento pomeridiano accompagnato da un pasto leggero, una di quelle tradizioni tipicamente britanniche conosciute in tutto il mondo. Per la precisione, l’usanza sembra sia stata lanciata intorno al 1840 dalla 7ª Duchessa di Bedford, Anna Russel, amica e dama di corte della Regina Vittoria. L’etichetta dell’epoca imponeva infatti di cenare per le ore 20 e l’intervallo dopo il pranzo risultava a volte troppo lungo: per soddisfare il languore, la duchessa prese l’abitudine di farsi servire come spuntino del the accompagnato da pane, burro e dolci. Nell’estate passata nella sua residenza di Woburn Abbey, la nobildonna cominciò a invitare anche alcuni amici per gustare assieme la merenda pomeridiana e l’idea ebbe un tale successo che, una volta ritornata a Londra per l’inverno, queste riunioni proseguirono regolarmente diffondendosi così nell’alta società della capitale inglese. Divenne a poco a poco un rito servito nei salotti dell’aristocrazia prima della passeggiata in Hyde Park. Quando poi anche la Regina Vittoria cominciò a organizzare degli Afternoon Tea, la merenda si trasformò in un vero e proprio evento galante – in alcuni casi con centinaia d’invitati – al quale ci si doveva presentare con un abbigliamento adeguato.

È Londra la capitale del tea time

Gustare una tazza di the in location esclusive: seppure sono molti i luoghi nel mondo ad aver reso noto il proprio nome per la ricercatezza delle proprie proposte pomeridiane (basti pensare agli  eleganti salon du thé francesi come Ladurée in Rue Royale con i suoi macaron), il posto di capitale del tea time spetta indiscutibilmente a Londra. Se non si prenota per tempo, si rischia di fare la fila o addirittura di non entrare nelle sale più esclusive come quelle del Ritz che serve l’Afternoon Tea dal 1906. L’albergo, un edificio in stile neoclassico a Piccadilly di fronte al Green Park, offre diverse proposte con costi che vanno dalle 54 alle 71 sterline, prezzo indicato per uno Champagne Afternoon Tea. Inserito da The Telegraph nella lista delle migliori sale da the per l’eccellenza dei suoi scone, il Ritz figura nella top ten insieme ad altri alberghi storici londinesi, come il Brown’s Hotel o il Langham, oltre che a nuovi posti come il Sosharu che si differenzia dai soliti menù proponendo piatti della cucina giapponese come il temaki di tonno o di salmone. Ma cosa si mangerebbe quindi tradizionalmente durante un Afternoon tea? Non c’è in realtà un vero e proprio menù codificato ma secondo la tradizione non dovrebbe mai mancare una selezione di finger sandwich (con diversi ripieni e tagliati in forma rettangolare e sottile) preparati espressi, un’ampia scelta di torte e di dolci di vario tipo. Le diverse versioni di Afternoon Tea variano a seconda delle occasioni in cui viene servito ma soprattutto dell’area geografica: famoso è il cosiddetto Devon Cream Tea, durante il quale vengono serviti scone, dolci tipici britannici sui quali viene spalmata la clotted cream – una crema “rappresa”, preparata con la panna e cucinata a vapore o a bagnomaria – e la marmellata. Tra le confetture utilizzate la più tipica è quella di fragole ma può essere sostituita da quella di lamponi o di altri frutti, assecondando così gusti e preferenze. Molti hotel offrono poi anche menù che includono un bicchiere di Champagne o che propongono il bicchiere come opzione aggiuntiva. E poi ovviamente non bisogna dimenticare il protagonista indiscusso, il the. Attenzione che sia di qualità pregiata e rigorosamente utilizzato in foglia. Latte sì o latte no? Non sembrano esserci dubbi per i britannici che preferiscono sempre sostituire lo zucchero con il latte, il dibattito semmai è se metterlo prima o dopo l’acqua bollente: secondo lo scrittore George Orwell, che nel 1946 scrisse appositamente un decalogo di regole intitolato  “A nice cup of tea“, latte o panna non vanno mai messi nella tazza prima di versare il the.

 

Tratto da Lusso Style di Febbraio 2018

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