Francesca Benedettelli, la pastry chef stellata del Brunelleschi Hotel

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L’ingresso del Brunelleschi Hotel si affaccia su un’accogliente piazzetta del centro storico fiorentino, a pochi passi dal Duomo. L’hotel ingloba, nella facciata, una torre semi circolare bizantina del VI secolo e una chiesa medievale, interamente ristrutturate nel rispetto delle caratteristiche originali. La chicca è il ristorante, il Santa Elisabetta. È considerato uno degli indirizzi gastronomici più interessanti su Firenze. È stato insignito dalla Guida Michelin 2021 della seconda stella. Ha ricevuto due forchette nella Guida dei Ristoranti d’Italia 2021 di Gambero Rosso e un cappello nella Guida gourmet de L’Espresso 2020. Situato in una sala intima con solo 7 tavoli al primo piano della torre bizantina, ha una location invidiabile che aggiunge un’atmosfera ricercata e una cucina raffinata. Dal 2017 la proposta gastronomica dell’albergo è firmata dallo Chef Rocco De Santis. 

La squadra del Ristorante Santa Elisabetta del Brunelleschi Hotel include dal 2018 una Pastry Chef romana, Francesca Bendettelli: laureata in Architettura e diplomata all’Alma, fa parte di una squadra insieme all’Executive Chef Rocco De Santis e al Restaurant Manager Alessandro Fè. Una squadra premiata dalla seconda stella Michelin dopo solo un anno dal conseguimento della prima. 

Alla domanda su cosa le piaccia di più del lavorare lì, la Pastry Chef risponde senza esitazione: “La libertà! Tutte le idee nascono dal confronto con lo chef e poi, successivamente, ci lavoro per spaziare ed esplorare come voglio, e questo ha un valore inestimabile. C’è sempre un confronto costante con lo Chef, ma questo alimenta la mia libertà, offrendomi spunti, non è mai una limitazione, una chiusura. Naturalmente questo mi porta anche a fare attenzione a ciò che so che gli piacerebbe, ma è un punto di partenza che mi stimola a buttarmi scoprendo gusti diversi interpretandoli, facendo ricerca in un modo mio”.

“Ad esempio – continua la Bendettelli – lo Chef ama molto il formaggio caprino. Partendo da questo input ho lavorato un caprino ingentilendolo e abbinandolo alla pera. È nato così il dessert Crema di caprino e mieli, sablé alle noci e sorbetto alla pera. De Santis non costringe mai nessuno al suo punto di vista, ma grazie allo scambio che c’è sempre in cucina e con la sala, intraprendo nuove strade”.

La fantasia non manca nella mente della giovane romana che ama spesso cambiare:  “Ho sempre cambiato l’intera carta dei dolci, ad ogni stagione. Anche la prossima si comporrà come di consueto di 5 dessert. Inserirò anche una Crema di riso e zafferano, con sorbetto alla banana. E poi con la primavera e la sua frutta c’è molto più spazio per la sperimentazione, con albicocche, ciliegie”

La fantasia ma anche le materie prime sono fondamentali: “Sì certo, normalmente mi basta scrivere sulla lavagna ciò di cui ho bisogno e viene fatto l’ordine, ma ho la possibilità di proporre fornitori o prodotti che trovo e provo anche a casa, come ad esempio farine particolari o cioccolato”.

Sugli obiettivi futuri non ha dubbi: “La base di partenza deve essere mantenere lo standard e il livello raggiunto, però personalmente vorrei continuare a crescere io, per poter dare ancora di più. Vorrei fare dei corsi di aggiornamento nei miei hobbies che penso mi potrebbero dare tanto”.