Gucci sfila a Westminster

Il simbolo più importante della cultura inglese, l’abbazia di Westminster, è diventata la location della collezione cruise 2017 di Alessandro Michele di Gucci.

Gli invitati alla sfilata di Gucci erano circa 300, tra cui l’attrice Elle Fanning, Charlotte Casiraghi di Monaco, l’attrice Salma Hayek, gli stilisti Christopher Kane e Mary Katrantzou, il cantante will.i.am, il quale ha contribuito a suo modo realizzando le cuffie per ascoltare la musica indossate da alcune modelle alla sfilata. Gli invitati hanno ricevuto un paio di occhiali, decorati con un serpente, per osservare le immagini in bianco e nero dell’Abbazia di Westminster in 3D.

Il direttore creativo della maison ha dato il meglio di sè in questa sfilata: ha aggiunto ai suoi elementi più riconoscibili (colori sgargianti, capi che mescolano maschile e femminile, richiami vintage) altri di ispirazione inglese: la moda vittoriana, quella punk e le uniformi delle scuole private britanniche.

Gucci si è inspirato agli abiti plissettati indossati dalle signore per andare a prendere il tè negli anni Trenta e li ha riproposti nel rosa acceso dello zucchero filato e nel verde del latte e menta.

Circa 90 modelli, donne e uomini hanno sfilato sulla tradizionale ballata inglese “Scarborough Fair” eseguita dalla “Schola Cantorum” di Oxford e mixata.

Una location mondiale che ha visto al suo interno gli eventi più important. Nell’aprile del 2011 ha ospitato il matrimonio di William e Kate Middleton e nella storia è stato il luogo delle incoronazioni. Ma, solo per Gucci, l’Abbazia di Westminster si è trasformata per la prima volta nella sua storia come passerella per un brand (tra l’altro italiano), un onore concesso immenso.

Costruita fra il 1045 e il 1050 per volere di Edoardo il Confessore appena diventato re d’Inghilterra, che così esaudì il voto che aveva fatto quando era in esilio in Normandia, l’abbazia è tuttora di proprietà della Corona inglese e, per quanto sia la sede più importante del culto anglicano, non è soggetta all’autorità diocesana.

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *