I cronografi OMEGA e le missioni spaziali: un legame unico

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OMEGA e le missioni spaziali

La missione Apollo 13, da cui è tratto anche il film con protagonista Tom Hanks, fu davvero drammatica e piena di colpi di scena. Era l’11 aprile 1970, nessuno a bordo e nemmeno a terra, avrebbe mai potuto immaginare cosa sarebbe poi successo. E a contribuire al rientro dei tre astronauti ci furono degli accessori entrati nella storia. Quali? I cronografi OMEGA Speedmaster Professional, parte del kit ufficiale della NASA per le missioni con equipaggio dal 1965.

Tutti conosciamo, bene o male, la storia: un grave problema si verifico sull’Apollo 13, due giorni dopo il lancio. Una tanica d’ossigeno esplose a bordo, paralizzando il modulo di servizio e mettendo gli astronauti in una situazione di gravissimo pericolo. La missione sulla luna fu abbandonata. L’unico obiettivo della Nasa, a quel punto, era riportare a casa sani e salvi i tre astronauti.

Visto che la missione aveva deviato di 60/80 miglia nautiche, il modulo sarebbe rientrato nell’atmosfera in un angolo sbagliato e sarebbe stato rimbalzato indietro nello spazio senza possibilità di recupero. Perciò, per aggiustare manualmente la rotta della navicella, era richiesto un consumo di carburante di 14 secondi esatti.

Senza i timer digitali, Swigert usò il suo cronografo OMEGA Speedmaster Professional per calcolare l’accensione, mentre Lovell guidò la navicella usando l’orizzonte terrestre come guida.

In quello stesso anno, il 5 ottobre 1970, OMEGA è stata insignita dalla NASA con il “Silver Snoopy Award” come simbolo di gratitudine per il suo contributo nel successo delle missioni spaziali con equipaggio.

OMEGA e le missioni spaziali
Astronaut James A. Lovell Jr., commander for NASA’s Apollo 13 mission