Inaugurata “L”Astemia Pentita”, la cantina dall’anima pop e dall’estetica visionaria

L"ASTEMIA-PENTITA

L”Astemia Pentita, la prima cantina vitivinicola pop nata dalla volontà dell’eclettica e visionaria imprenditrice piemontese Sandra Vezza, annuncia la sua apertura ufficiale.

Nel territorio di Barolo, proprio sulla collina dei Cannubi, dove storicamente è nato il Barolo e dove il crinale che ospita i vigneti più preziosi delle Langhe inizia a salire verso il centro del paese, sorge la scultorea cantina de L’’Astemia Pentita.

Ed è proprio l’imprenditrice Sandra Vezza a dichiararsi con questa avventura “astemia pentita”; il nome della cantina, infatti, racconta già in sé la nascita del progetto: Sandra Vezza, da sempre astemia, con la decisione di dedicarsi alla produzione vitivinicola annuncia definitivamente il proprio pentimento.

Tra i comuni di Barolo e Monforte L’’Astemia Pentita detiene 30 ettariDieci le etichette prodotte, dal Barolo, il signore del territorio, al Langhe Nebbiolo, al Barbera, al Dolcetto d’Alba, fino ai bianchi come il Riesling: tra questi, l’azienda ha attuato un recupero dei vitigni autoctoni e meno conosciuti come il Nascetta, che dal 2010 ha acquistato la sua denominazione autonoma e che oggi viene prodotto da soli 30 produttori al mondo.

I vini più prestigiosi

Tre le punte di diamante de L”Astemia Pentita spicca il Barolo Cannubi DOCG, il cru è il biglietto da visita della cantina dal colore granato e dalle peculiari note fruttate e speziate che con i suoi 36 mesi in botte sprigiona tutta l’essenza delle Langhe.

Per i veri intenditori e amanti del territorio il Barolo Cannubi Riserva 2011 rappresenta il vino più prezioso della cantina: 36 mesi in botte e 24 mesi in bottiglia, regala un ampio ventaglio di sensazioni olfattive e una setosità di tannini che ne attestano lo status di un vino maturo e complesso.

Vino prezioso contenuto in bottiglie di design, che diventano da collezione. Le bottiglie Uomo e Donna de L’’Astemia Pentita sono nelle loro forme un omaggio alle persone, afferma Sandra Vezza. L’imprenditrice ha infatti voluto rendere un omaggio a tutti gli uomini e le donne che con impegno costante e passione lavorano per ottenere i vini che rappresentano l’eccellenza delle Langhe, realizzando due bottiglie che raffigurano il lato “maschile” e “femminile” del vino.

L’architettura dell’edificio si contraddistingue per un’estetica dichiaratamente pop: appoggiata come una scultura sulla dolce collina tra i filari dei vigneti, la cantina è infatti costituita da due grandi volumi sovrapposti, che evocano le forme di due casse da vino fuori scala e ospitano ilwine shop a piano terra e la sala degustazioni e ricevimento clienti al primo piano.

I due volumi evocano le cassette, non solo per le forme e i materiali usati, ma anche per i tipici elementi grafici dei contenitori in legno per vini, appunto, che diventano così decorazione dell’architettura insieme all’anno di inizio (2010) e a quello di fine costruzione (2016) dichiarati in facciata.

Per l’arredo della cantina, immancabili alcuni dei prodotti iconici di Gufram, come il divano Bocca, il Cactus ma anche progetti più recenti come la poltrona Roxanne . Al piano interrato, nell’area dedicata all’invecchiamento, si trova inoltre la poltrona gigante Mikey dei Sogni disegnata nel 1972 da Studio 65 che, come “un trono contemporaneo per il Barolo, il re dei vini”, sovrasta le grandi botti.

Scendendo dal piano terra del wine shop all’area ipogea, grandi librerie ospitano documenti, ricerche, prototipi legati alla storia della cantina, da quando è nata ad oggi, e che raccoglierà i materiali futuri come un grande archivio in costruzione.

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