Lancia Flaminia Presidenziale: un’icona di stile ed eleganza

0
94
Lancia Flaminia Presidenziale_2 giugno
Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica

C’è sempre grande attesa per gli eventi ufficiali ai quali partecipa il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, e tra questi figura certamente la Parata del 2 giugno a Roma, tra il Colosseo e i Fori Imperiali, in cui si celebra la Festa della Repubblica. Una sfilata di tutte le forze armate dello Stato, di fronte al Presidente e alle più alte cariche dello stesso, ricordano il giorno in cui, come popolo, scegliemmo la democrazia nel 1946.

Tra le tante tradizioni di questa giornata ce n’è una che da sempre incuriosisce, ovvero l’auto con la quale il Presidente della Repubblica, raggiunge il palco d’onore: è sempre la stessa dal 1961 e si tratta della Lancia Flaminia Presidenziale, che anche quest’anno ha fatto il suo… dovere, malgrado la pioggia di ieri.

Le caratteristiche della Lancia Flaminia Presidenziale

È un’auto elegantissima e sempre attuale, se la guardiamo con attenzione. Fu presentata al Salone di Ginevra del 1957 e fece immediatamente un grandissima impressione. Un’ammiraglia dotata di motore V6 da 2.5 litri, che si distingueva per gli interni e finiture di pregio. Il successo della versione “standard”, portò Pininfarina a creare la versione cabriolet presidenziale a passo lungo della Lancia Flaminia, denominata “335”, sigla che indicava la misura del passo in centimetri.

Fu realizzata in soli 4 esemplari, si trattava di una landaulet, carrozzeria tipica delle vetture di rappresentanza con tettuccio rigido ai posti anteriori e capote apribile per quelli posteriori, dotata di pianale specifico, livrea blu ministeriale, pregiati rivestimenti in pelle Connolly nera, interfono e ben 5 sedute posteriori. Davvero straordinaria, soprattutto se si pensa all’epoca in cui fu pensata e realizzata.

Nella sua storia la Lancia Flaminia Presidenziale ha visto “passeggeri” d’eccezione, la Regina Elisabetta II d’Inghilterra, cui seguirono i Presidenti di Stati Uniti e Francia, John Fitzgerald Kennedy e Charles De Gaulle oltre a numerosi altri politici, capi di Stato e sovrani, diventando così ambasciatrice dell’italianità nel mondo.