L’eccellenza delle Accademie di Moda Italiane

Accademia Altieri - Premiazione

L’ultima occasione di confronto delle Accademie di Moda con il pubblico esterno, e quelli che saranno un giorno i loro buyer, è stata la quattro-giorni di Altaroma, manifestazione andata in scena dal 4 al 7 luglio presso il PratiBus District. 

Le giornate di mercoledì 3 luglio (fuori calendario) e giovedì 4 luglio sono state dedicate interamente ai lavori finali degli allievi più meritevoli delle Accademie. Lusso Style ha avuto il piacere di seguire molto da vicino le evoluzioni di Accademia Altieri Moda e Arte con un posto in giuria per la seconda volta. Una giuria d’eccellenza formata da esperti del settore e giornalisti, presieduta dal couturier Anton Giulio Grande. Ad affiancarlo nel decretare il vincitore: la nostra  collaboratrice Veronica Carnebianca, Edoardo De Giorgio (ufficio stampa Gattinoni), Sabrina Baldi (ufficio stampa Balestra), Antonella Armentano (giornalista Rai), Sara Zuccari (direttore Velvet Mag), Gustavo Marco Cipolla (fashion contributor ilmessaggero.it), Elena Parmegiani (redattore Life & People), Gianni Sapone (stilista) e Simone Pieri (ex allievo Accademia Altieri e costumista).

La vincitrice dell’edizione luglio 2019

Di comune accordo, Giorgia Maggi del 3°anno è stata eletta vincitrice ufficiale dell’edizione luglio 2019. Tema del Finalwork degli allievi all’ultimo anno è stata la forza della natura, in passerella rose stilizzate, tanto tulle, piume, trasparenze all over e volumi morbidi. Ognuno ha declinato a modo suo la purezza e la semplicità dell’argomento, riuscendo a non risultare mai banali. 

Ad aprire la sfilata l’iconico abito-costume che rappresenta tutte le specializzazioni di Accademia Altieri: stilismo, modellismo, sartoria, vetrinista&visual, trucco ed acconciatura. Anche gli allievi del secondo anno hanno dato il loro contributo portando in scena collezioni incentrate sulla zip, elemento in apparenza piccolo e senza importanza, ma in verità funzionale e basilare. Il progetto è stato portato avanti grazie alla partnership con la storica azienda “Lampo”, fondata nel 1887, di Giovanni Lanfranchi. Gli allievi del primo anno, invece, hanno proposto outfit con trasparenze, macramè lucenti e applicazioni in pelliccia. Il vincitore della scorsa edizione, Valerio Cerri, ha dato vita ad un catwalk tutto suo, proprio come potrà fare prossimamente Giorgia Maggi.

Partner ufficiale di questa sfilata è stato Sileno Cheloni, Maestro Profumiere di Firenze. Un esploratore-alchimista di fama internazionale che miscela materie prime naturali rare, essenze e fragranze in modo del tutto personalizzabile nel suo laboratorio nel quartiere storico di San Niccolò. Punto di forza del suo atelier è la nuova creazione “Sangue Blu”, una boccetta in vetro blu e chiusura in argento prezioso che rappresenta il concetto di “blu alchemico”, dove nero e bianco si incontrano. Il nero rappresenta la parte negativa del trauma, il bianco è la risoluzione al problema. Ingrediente fondamentale è l’ambra grigia, residuo organico proveniente dagli Oceani. 

Le Accademie di Moda, da qui parte tutto

Le Accademie sono il punto di inizio della carriera stilistica dove tutto è ancora emozionante, originale e puro. Le soddisfazioni guidano il lavoro degli allievi, portandoli a sperimentare nuovi materiali e concetti. 

L’Accademia Moda Maiani con “Legati alla vita”, ha sperimentato stringhe, cinte e corde su outfit dal carattere indipendente. 

I giovani stilisti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli con “Body reloaded” hanno saputo toccare dritti al cuore. Se all’inizio il Fashion Graduation Show è partito con modelli standard, il finale della kermesse ha spiegato meravigliosamente il nome della collezione. L’obiettivo è stato di definire nuovi paesaggi intorno al corpo, delineando nuove forme che riflettono una condizione contemporanea. Le collezioni hanno raccontato diverse tematiche più attuali dello scenario socio-culturale che stiamo vivendo. Concetti multipli che materializzano in forma d’abito il rapporto dell’uomo con la propria fisicità e le nuove tecnologie.

Il Luxury Re.Wear è il progetto portato dal corso di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Abiti nuovi, destrutturati ed artigianali rivivono nelle applicazioni, nei ricami e nei tagli fortemente presenti. Uno studio concentrato molto anche sui modelli maschili con trench e volumi asimmetrici caratterizzati da spacchi. L’Accademia di Belle Arti di Roma ha sfilato con “Private3” con protagonisti gli studenti del terzo anno del corso di primo livello e del corso di secondo livello di Culture e tecnologie della moda. L’intento di PRIVATE3 è quello di portare il pubblico a scrutarsi dentro, facendo emergere pensieri e le emozioni più recondite, dando luce ai fantasmi dell’immaginario che vivono nell’intimità di ognuno. Quindici collezioni, interamente progettate e realizzate dagli studenti Alessandra Paolelli, Silvia Verzilli, Alessia Mecucci, Debora De Sanctis, Anna Maria Gjoka, Alessia Rossetti, Sara Bancone, Svitlana Pasirska, Assunta Laudadio, Marco Piras, Lavinia Morrone, Antonio De Meo, Silvia Manzara, Claudia Perazzoni e Chen Lin che con la sua collezione “A Teddy Boy” è risultato essere tra i più originali. A fine catwalk ha portato in scena anche lui l’uscita sposa, ma declinata al maschile. Il Finalwork di Accademia Italiana ha incentrato tutto sulla convivenza pacifica dei popoli con claim ben espressi sugli outfit. Importante per gli individui è trovare la propria caratteristica singolarità, arricchendosi dallo scambio di culture tra popoli e vivere in un’ottica di etica e riciclo per salvare il Pianeta e quindi noi stessi. Gli studenti del 4° semestre di Fashion Design hanno presentato collezioni di gruppo, mixando modelli tradizionali palestinesi con la cultura occidentale, facendo dialogare calligrafa araba e parole italiane per trasformarsi in ricamo sul tessuto.

Costante miglioramento negli anni per Accademia del Lusso. Con “Connect to the ne(x)t” è esplosa la fantasia degli abiti associate alla tecnologia. Il sottofondo musicale infatti è stato quello di una linea internet in fase di connessione. Una connettività intesa anche nella ricerca dei materiali e nel cambiamento del sistema globale. Tredici studenti e trentacinque abiti con una varietà di forme, volumi e tessuti tecnici, materiale riciclato, pvc, siliconi e texture materiche. 

A chiudere AltaRoma è stata l’Accademia Koefia con un duplice appuntamento in onore dei Patti Bilaterali tra Indonesia ed Italia. L’appuntamento al Pratibus è stato replicato qualche giorno dopo presso l’Ambasciata indonesiana di Roma. Il défilé “Memorabilia: guardaroba impossibile” ha onorato il 70esimo anniversario tra i due Stati con cinquanta creazioni degli studenti del 3°anno. Una consapevolezza del tessuto che attinge al guardaroba del passato con elementi moderni di culto mixati tra oriente ed occidente. Ogni studente ha scelto un oggetto specifico dal bagaglio della memoria collettiva, inserendola in un preciso momento storico ed analizzandola da un punto di vista fotografico, artistico, di costume. Lo studio è proseguito attraverso la creazione di piccole Toile, per comprenderne la tecnica di costruzione. Il Batik, tessuto provenienti da Madura (Giava orientale) e da Jombang (Giava orientale), è il fil rouge della collezione. Il cappotto bianco Husky, britannico di ispirazione Anni ’60, è contaminato dal Batik plastificato e trapuntato. Tra gli altri tessuti il Tenun, (costituito da fili metallici ed indossato nei matrimoni), ma anche lino, cotone, seta e tulle.  

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