Liquori di fine pasto: la rivincita della tradizione italiana

liquori di fine pasto

Alcuni decenni fa il pasto della domenica finiva sempre con “un liquorino”, generalmente agli agrumi o alle erbe, il cosiddetto amaro.

Si tratta di un’usanza tutta italiana, che portava sulle tavole liquori fortemente aromatici, sfruttati come tonici e digestivi da fine pasto. Oggi le cose in fatto di liquori sono molto cambiate, ma la moda dell’amaro a fine pasto, o del classico limoncello da gustare dopo un pranzo importante, sta tornando prepotentemente, non solo sulle tavole degli italiani. Anche oltreoceano infatti gli amari di erbe, i liquori agli agrumi e anche il classico limoncello sono di gran moda, non solo come fine pasto, ma anche in ambito mixologico: sono decine i cocktails americani che sfruttano alcuni dei liquori che un tempo bevevano i nostri nonni.

Una moda che arriva anche in Italia

Viene dagli Stati Uniti, ma sta prendendo piede anche qui, la moda dei cocktails a base di amari o di liquori agli agrumi. Essenziale, come avviene per tutti i cocktails, preparare le miscele utilizzando ingredienti di alta qualità. Per quanto riguarda gli amari sono numerosi i marchi italiani, che da vari decenni, a volte da più di un secolo, si possono trovare nei bar, così come nelle enoteche. Diversa la questione per quanto riguarda uno dei liquori che gli Americani preferiscono, il limoncello. Purtroppo lo si trova al ristorante, ma anche al supermercato, a volte con marche discutibili a prezzi che fanno presagire come di limone nella bottiglia ce ne sia veramente poco. Lo si sente poi anche al gusto: quel sapore che ricorda più il sapone per i piatti piuttosto che un liquore bilanciato, dolce e acidulo come la tradizione vuole. Per creare un cocktail alla moda, o anche per ripulire la bocca alla fine di un pasto, meglio scegliere bene. Un ottimo prodotto è ad esempio la crema di limoncello di Villa Massa; preparata con le scorzette di limone infuse nell’alcool del più tradizionale limoncello di Sorrento, mescolate alla crema di latte. Il risultato è un aroma intenso e un sapore forte ma gradevole, ideale non solo come fine pasto, ma anche da utilizzare come ingredienti in creme, gelati e dolci.

Cosa suggeriscono i migliori bar tender

Come dicevamo, tra i liquori tradizionali che ultimamente stanno entrando di prepotenza tra gli ingredienti per preparare i cocktails il limoncello è uno dei più apprezzati. Anche perché il limone, e il succo di agrumi in generale, sono da sempre utilizzati in mixologia, per conferire quell’aroma asprigno e intenso a numerosi preparati. C’è già chi arricchisce il classico spritz con del buon limoncello, o chi lo utilizza per rendere più aromatici i mix a base di frutta. Del resto il limoncello ha le peculiarità tipiche del limone: un forte aroma, una leggera asprezza e una nota finale che aiuta ad esaltare il sapore di qualsiasi altro preparato. Insieme a questo però troviamo una bassa percentuale di alcool (di solito la gradazione di un buon  limoncello non supera i 25-30° alcoolici) e lo sciroppo di zucchero che aiuta a diminuire l’asprezza dell’agrume, evitando anche la nota amarognola del succo di limone. Il risultato è un ottimo bilanciamento nel gusto, migliore di quello conferito dal solo succo di limone.

Non solo per la mixologia

Ma il limoncello, così come alcuni tra i più famosi amari italiani, stanno tornando di moda anche in purezza, per terminare un pasto in bellezza. Lo scopo di chiudere una cena con un liquore, leggero e non troppo alcoolico, è quello di fungere da stimolo per la produzione di succhi gastrici, in modo da accelerare e migliorare la digestione. Per chi ama questi liquori si tratta però solo di una scusa, visto che stiamo parlando di bevande molto gradevoli, che piacciono già al primo assaggio.

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