Louis Vuitton Windows: se le vetrine sono scenografie

0
132

Magnetiche e magnifiche. Da sempre le vetrine di Louis Vuitton sono il teatro di creatività e follia in grado di immergere chiunque le osservi in un luogo surreale e fantastico, plasmato dall’estro degli artisti e di Art Director visionari.

Nate alla fine dell’Ottocento nei passages coperti parigini, che consentivano un passeggio al riparo dalla pioggia, dal traffico delle carrozze e delle prime auto, le vetrine sono diventate di uso talmente comune che per fare lastre di vetro di grandi dimensioni non bastava più il fiato e già nel 1870 c’era bisogno del soffio dell’aria compressa per produrle in modo massivo.

Allestire vetrine per Louis Vuitton non è mai stato solo uno stimolo alla vendita, ma una vera e propria arte, una scorciatoia bramata da tutti verso un mondo esuberante e ricco di colori, immerso in storie e universi fantastici. Eppure, quando il prodotto è forte come le borse della Maison che hanno fatto la storia della moda, sembra quasi incredibile dedicare così tanta attenzione all’allestimento delle vetrine.

Eleganza, estro e originalità rendono estremamente scenografici gli spazi, capaci di catturare con la loro potenza creativa anche gli sguardi più disattenti dei passanti. Le vetrine di Louis Vuitton rappresentano un luogo delle meraviglie dove arte, lusso e stravaganza esaltano lo stile teatrale e sofisticato delle boutique, riproposto nei circa 500 punti vendita sparsi in tutto il mondo.

Giganteschi struzzi che “prestano” il proprio collo all’esposizione di borse di ogni genere, panda acrobatici che si ergono a testa in giù tra una banda di piccole bambole, dinosauri dorati cavalcati da manichini o vecchi vagoni di un treno che fanno da cornice al viaggio di donne di classe con i loro lussuosi bagagli.

Per celebrare lo spirito audace e lo stile straordinario del brand, la casa editrice inglese Assouline ha dedicato un bellissimo coffee table book intitolato Louis Vuitton Windows che raccoglie le proposte scenografiche della Maison degli ultimi anni in un lussuoso volume edito in tiratura limitata (845 dollari su assouline.com).

“In un mondo in cui i social media e la comunicazione online sono le parole chiave, non solo dell’ultimo decennio, ma di tutta la nostra era dominata da Twitter e Instagram, le vetrine di una boutique offrono una possibilità tangibile di contatto fra il brand e il consumatore”, scrive Vanessa Friedman, fashion director del New York Times, nell’introduzione del volume.

A popolare le pagine patinate di Louis Vuitton Windows, spiaccano tra le altre creazioni i pois del coloratissimo universo di Yayoi Kusama, la cui riproduzione a grandezza naturale è stata parte della famosa vetrina piena di tentacoli rossi e bianchi, le sculture sinuose di Richard Deacon, le geometrie di Daniel Buren che hanno gremito gli spazi con colori fluo e sgargianti, i giochi di luce e ombre di Olafur Eliasson o, ancora, le strutture metalliche scintillanti di Frank Gehry.

Le famose vetrine di Louis Vuitton che animano i marciapiedi delle capitali della moda, sono state immortalate in una galleria di oltre 150 illustrazioni in grado di far perdere il fiato a chiunque le osservi.

Il segreto è stupire, con gusto e inventiva

Protagonista delle 168 pagine del volume da collezione, il genio indiscusso della visual image director Faye McLeod, mente creativa insieme ad Anselm Thompson delle vetrine più sorprendenti e innovative della maison francese. Con la sensibilità di una scenografa, McLeod è stata attenta ai linguaggi dell’arte e del cinema, spaziando attraverso repertori formali e suggestioni di ogni epoca.

Grazie alla storia ben documentata del brand, il team è sempre pronto a prendere spunti per nuove creazioni. Il passato, il presente e il futuro sono il punto di partenza per la creatività e sembra che Faye McLeod si diletti a “scavare” negli archivi di Vuitton in cerca di ispirazione, che può arrivare da qualsiasi cosa e luogo. Viaggi, arte, architettura, negozi e perfino mercatini dell’usato possono svolgere un ruolo fondamentale per innescare la creatività e accendere una lampadina. Il segreto di creazioni stupefacenti resta però nella curiosità e nella capacità di assecondare uno spirito un po’ ribelle.

Il successo degli allestimenti del ventunesimo secolo ha rappresentato un valore significativo nonostante viviamo in un’era di shopping online e il team di McLeod sta lavorando duramente per esser sicuro che le vetrine di Louis Vuitton siano ricordate negli anni a venire. E come le mode che si ripropongono ciclicamente, anche idee innovative possono derivare dallo stesso spunto anche se usato in una vetrina di molti anni prima. “Aggiungeremo le nostre vetrine all’archivio così chiunque lavorerà qui in futuro potrà trovare le nostre creazioni e usarle come noi abbiamo fatto con quelle disegnate da Gaston-Louis Vuitton nel 1927”, spiega Faye McLeod.

 

Tratto da Lusso Style di Luglio/Agosto 2016