Renato Balestra: “Mi ispiro alle emozioni”

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Renato Balestra

Ancora una volta ha messo in mostra tutto il suo talento e la sua creatività  sulle passerelle di Altaroma, kermesse con la quale Renato Balestra ha un feeling particolare. Uno degli ultimi romantici, un maestro di stile ed eleganza che ad ogni collezione riesce ad emozionare, con le sue creazioni. Balestra è un vero gentleman della moda moderna, un Signore che ama il suo lavoro e lo fa con grande dedizione e professionalità da sempre. All’indomani delle sfilate capitoline, noi lo abbiamo intervistato nel suo quartier generale, nemmeno a dirlo, nel centro della Città Eterna, che per mano del suo sindaco, Virginia Raggi, gli ha conferito la Medaglia del Natale di Roma 2016.

Renato Balestra ancora trionfatore ad altaroma: quali sono state le sue emozioni?

Delle bellissime sensazione. Quando si ha un certo successo e si ricevono tanti apprezzamenti, si è sempre spronati a fare meglio le volte successive.

Ha ricevuto dalle mani della sindaca Virginia Raggi la medaglia del natale di roma 2016: cosa ha significato per lei?

Io amo molto Roma e sono stato uno dei pochi che non l’ha tradita, rimanendo qui. Ricevere un riconoscimento come questo da parte della città mi ha fatto un enorme piacere.

Altaroma continua ad essere un appuntamento top per l’alta moda. cosa si può fare però per accrescerne l’importanza ed il successo?

Si possono fare tantissime cose e mettere su delle strategie importanti. Strategie che vanno dalle pubbliche relazioni, ai contatti tra i vari stilisti… Bisogna lavorarci sodo, perché dati gli esodi di alcuni, negli ultimi anni, si è assottigliata la schiera di chi mostra a Roma. Io comunque trovo che la formula sia ancora valida, basta metterci un po’ di buona volontà…

Che momento vive, in generale, l’alta moda mondiale?

Finché ci sarà il culto del bello, dell’armonia e dell’eleganza, l’alta moda vivrà. Così come vivranno tutti i settori che lavorano in questo campo. Ovviamente anche finché ci sarà gente che l’apprezzerà e che se la potrà permettere.

Il made in italy ha ancora lo stesso valore oggi nel mondo?

Assolutamente sì. Il made in Italy non è solo lusso, ma anche negli altri settori. Noi siamo etichettati come un Paese che ha il culto del bello, a prescindere dal settore.

Com’è fare moda oggi rispetto al passato?

È molto diverso. Quando io ho cominciato, gli stilisti d’alta moda vivevano in una specie di torre d’avorio, tutto era molto segreto, fino al giorno prima della sfilata. Tutto era più selezionato. Oggi con i vari organi di comunicazione che ci sono, tutto è invece alla luce del sole.

A cosa si ispira, in questo particolare momento storico per le sue collezioni?

Come sempre mi ispiro alle emozioni e queste non possono essere pianificate. Ad esempio nell’ultima collezione mi sono ispirato al senso del bello, del giovane, della primavera, dell’ottimismo, in un momento così difficile per tutti, c’è un grande desiderio di uscire da questo senso di negatività.

Secondo lei, si sta tornando a respirare un po’ d’aria pulita dopo anni di gravi difficoltà?

Io credo che ci siano degli spiragli, non soltanto in Italia, si stanno rompendo degli schemi. Spero che tutto questo possa riportare ad un mondo un po’ più ottimista.

Cosa ne pensa del fenomeno del web, della moda su internet e dei blogger di settore?

È un grosso canale di divulgazione: anche le cose più preziose non vengono più tenute in una cassaforte, ma vengono divulgate. Dobbiamo tutti noi fare i conti con questo mondo, che ci piaccia o no.

È positiva questa esposizione mediatica immensa che offre il web?

Se sono fatti bene e c’è grande professionalità, senza spiriti di parte, perché no… Come dicevo in precedenza, tuttavia, è un fenomeno col quale bisogna imparare a convivere.

L’Italia e la moda: lei pensa che la concorrenza estera possa scalfire questo legame?

La concorrenza sprona a fare meglio…

Negli ultimi anni si è assistito a fenomeni di estremizzazione della moda: lei ritiene sia opportuno rimanere in ambito più classico nell’alta moda?

Bisogna distinguere fra alta moda e prêt-à-porter. La prima dovrebbe seguire non tanto il successo commerciale, ma soprattutto l’armonia e questa non è mai estrema, è sempre molto controllata.

Le piace ancora fare il suo mestiere?

Molto. Il giorno in cui mi mancherà l’ispirazione, o mi stancherò, forse ci ragionerò su. Ma per il momento mi sento quasi più giovane di quando… ero più giovane.

Renato balestra ed il lusso: che rapporto c’è?

Per me il lusso è il senso di libertà che assicura, la possibilità di fare ciò che amo e che più mi piace.