Una passione chiamata quad

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Quad

Una strada appena accennata che si snoda lungo paesaggi mai attraversati, alle volte, rappresenta ben più di un semplice percorso: se si è a bordo di un quad, quella stessa strada diventa una sfida, un’occasione d’oro per affondare le ruote nella terra e nel fango e procedere lungo tragitti ripidi e scoscesi, in sella a un mezzo di comprovata affidabilità.

Emozione e passione a bordo di un quad

Lo scenario che si presenta è il seguente: arrivato il momento, si indossa il casco omologato e integrale e, scambiato un cenno con l’esperto apripista, si sale in sella al proprio quad e, trovato il giusto equilibrio, si comincia a dettare legge sulle leve del manubrio per regolare la velocità del mezzo. Occhi fissi sulla strada e mai sulle ruote: il quad, com’è ovvio, è un mezzo essenziale a vivere un’esperienza che ha nella strada e nelle sue curve la sua ragion d’essere.

Il brivido, finalmente, la farà da padrone: sentire le ruote del fuoristrada assestarsi sul percorso, spostare il baricentro del corpo per mantenere la tenuta sulle vie più dissestate, trovare un buon rettilineo per concedersi di guardarsi intorno, lasciando vagare lo sguardo su quei paesaggi che solo un’escursione in quad può offrire. Senza contare, poi, l’orgoglio di domare un mezzo che, a dirla tutta, gioca un po’ di inganni: illude il guidatore più inesperto con le sue quattro ruote, dando un’illusione di stabilità che in realtà non c’è; non ci si trova a bordo di una comoda auto, poiché l’esperienza ricorda quasi quella di una motocicletta, con le fondamentali differenze date dalla difficoltà di spostare il baricentro a causa della presenza di due ruote in più, e dalla strada da mordere per arrivare alla meta.

Che la vera meta sia il viaggio, poi, è un dato di fatto: eppure, parte integrante dell’esperienza sarà data proprio dal riuscire a domare il quad e, una volta tenuto il mezzo sotto controllo, padroneggiare le curve e i dissesti di qualsiasi percorso si snodi lungo i territori vicini e, semplicemente, andare fin dove si vuole.

Look e requisiti per un’escursione sul quad

Se si sta considerando l’esperienza di un’escursione in quad, bisogna abbandonare l’idea di una tranquilla gita in infradito o sandali, e considerare un look più aggressivo, fatto di stivali, pantaloni lunghi e dispositivi di protezione necessari a un’attività che, a conti fatti, mantiene sempre il suo margine di rischio.

Un casco omologato e integrale di proprietà o, in alternativa, messo a disposizione dagli esperti che coordineranno l’escursione è un requisito essenziale per salire in sella a questo genere di ATVAll Terrain Vehicle. Allo stesso tempo, una giacca con paraschiena aiuta non poco a sopportare le eventuali cadute, su cui ridere poi insieme ad amici ed esperti: un po’ di polvere bisogna pur masticarla, se si desidera godere in pieno dell’esperienza in quad.

Infine, un ultimo accorgimento: il fatto che il quad sia un fuoristrada non lo colloca minimamente al di là del codice della strada. Bisogna dunque prestare attenzione alla cilindrata del veicolo, che può arrivare fino ai 50 cc o superarli. Nel primo caso, basta il possesso di una patente A per salire in sella al quad; nel secondo, è indispensabile una patente B. Oltre all’obbligo dei dispositivi di protezione e delle patenti di guida, spicca poi un divieto: niente autostrade. Non si tratta soltanto di un divieto sancito dal codice della strada: sarebbe un peccato sprecare un mezzo utilizzato dai marines nel deserto americano per un percorso tanto semplice e lineare come quello di un’autostrada.

Quad

Un po’ di storia sui quad

Manovrabilità e agilità: le caratteristiche del quad si rintracciano già nei primi prototipi immaginati da Honda, che poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la benzina arrivata a prezzi troppo alti, immaginò di dotare le normali biciclette di un piccolo motore. L’applicazione di questa intuizione portò alla nascita di veicoli a tre ruote, che si rivelarono anche particolarmente prestanti in caso di neve, sabbia e fango.

Il passo successivo prese il via dalla ricerca delle gomme con la maggiore aderenza possibile, così da migliorare la manovrabilità del mezzo anche sul terreno più difficile. Una volta sciolto questo nodo, grazie alla soluzione di una gomma parzialmente sgonfia e a bassa pressione, nessun terreno scivoloso, sabbioso o sconnesso ebbe più segreti per le prime versioni degli attuali quad. L’ultimo problema da affrontare restava quello della potenza e della cilindrata del motore applicato al mezzo: date quelle ruote a bassa pressione, i 70 cc dei primi motori erano insufficienti per garantire la giusta performance su terreni accidentati.

Sarebbe stato solo il giusto compromesso tra ruote e motore a garantire il boom dei quad sportivi più moderni, capaci di far sognare qualsiasi guidatore desideri vivere esperienze di guida fuori da ogni schema precostituito. I percorsi più difficili, immersi nella natura o tra architetture abbandonate, non hanno più segreti: aspettano solo che qualcuno salga su un quad e vada coraggiosamente alla loro scoperta.

(Pubbliredazionale)