Valentina Ruggiero: “Fare l’Avvocato per me non è solo lavoro, ma una vocazione”

Valentina Ruggiero avvocato

Valentina Ruggiero è un avvocato decisamente diverso da quello a cui siamo abituati: una donna forte, decisa, ma anche elegante e femminile, che davvero vive la propria professione come una “vocazione”.

Per molti anni si è occupata di difesa delle donne, protagonista fin dall’inizio di Telefono Rosa. Ma che ha messo lo stesso impegno anche a difesa di uomini vittime di violenza. Abbiamo voluto incontrarla per conoscerla meglio.

Come ha deciso di intraprendere la professione di avvocato?

La decisione è nata alle medie. Una mia compagna di classe era presa in giro per il suo aspetto fisico “diverso”, e io, senza neanche rifletterci, ho iniziato a discutere con le altre compagne, per convincerle che quello che facevano era crudele. Dopo giorni di litigi, alla fine nessuna si permise più di avvicinarsi in modo ironico e aggressivo alla mia compagna. In quel momento, ho capito che la tutela degli altri, soprattutto dei più deboli, era il mio futuro ed era ciò che desideravo.

Lei si occupa spesso di questioni legate alla difesa delle donne, soprattutto in casi di violenza e di stalking, come è arrivata a questo tipo di specializzazione? È stata una scelta solo professionale o vi è stata anche una “vocazione”?

Sicuramente una “vocazione”, ero predisposta alla tutela delle parti deboli. Ho un carattere molto forte, ed ho sempre saputo che alla violenza bisogna contrapporre determinazione. Per, devo ammettere che sono stata anche fortunata nella mia professione, poiché, quando ho deciso di trasferirmi a Roma dalla mia Napoli, ho incontrato per caso un gruppo di donne che aveva da poco creato l’Associazione del Telefono Rosa, per aiutare le donne che subivano violenza. Da subito, ho creduto molto in questo progetto e sono diventata una dei loro avvocati. Con professionalità, competenza e costanza, ho aiutato moltissime donne a recuperare la loro dignità e quella dei loro figli, e di questo sono molto orgogliosa. Ho portato avanti numerose battaglie per veder riconosciuti i diritti dei più deboli e per individuare e contrastare episodi di violenza in casi complessi, soprattutto la violenza psicologica. Penso che quando esamini un caso e parli con una persona, devi riuscire a comprendere a fondo gli eventi, e devi credere in ciò che porti avanti, solo così puoi tutelare al meglio un soggetto. Ho ricevuto molti riconoscimenti di affetto e stima da parte delle mie clienti, e quindi credo di essere riuscita a fare un buon lavoro.

Come vive oggi la professione di avvocato una donna? Ritiene che vi siano barriere all’ingresso per le giovani? Ritiene che vi siano diverse opportunità economiche rispetto ai colleghi uomini?

Io, personalmente, non mi sono mai posta il “problema” di essere donna ed avvocato. Ho sempre vissuto la mia professione in modo asessuato. Certo, devi vestirti e comportarti in modo appropriato. Mi sono sempre posta come professionista, puntando tutto solo sulla competenza e sulla preparazione. Non ho mai avuto problemi di barriere. Penso che oggi per le giovani professioniste sia anche più semplice. L’unico momento in cui ho incontrato qualche difficoltà, è stato durante la gravidanza, poiché per noi avvocati donne non ci sono abbastanza tutele. Io, personalmente, ho lavorato fino al giorno prima di partorire, e dopo appena una settimana dal parto, ero già alla scrivania. Ma è bello anche così. Questa è la nostra forza, possiamo affrontare tutto!

Ci può raccontare qualche caso particolarmente interessante che ha seguito negli ultimi tempi?

Certo, vi racconto un caso un po’ atipico di violenza nei confronti di un uomo. Tempo fa, è venuto in studio un cliente, che mi ha esposto la sua problematica, ovvero, il non poter vedere le sue figlie, poiché era stato in ospedale e poi in una clinica riabilitativa, e, una volta uscito, la moglie gli impediva di vederle. Alla mia legittima domanda, circa la motivazione per la quale fosse stato in ospedale, lui mi rispose perché la moglie aveva tentato di avvelenarlo, e il suo avvocato penalista stava lavorando per dimostrarlo. Allora, mi sono attivata ed ho combattuto per lui, ad oggi sto procedendo al recupero del rapporto padre-figlie. Sono molto soddisfatta di come sia andata la vicenda, ho tutelato delle minori, aiutandole a mantenere il legame con la figura paterna. Il mio cliente si era quasi arreso, in parte per la stanchezza morale, in parte perché pensava di non avere strumenti. Io ho creduto in lui, e l’ho riportato a credere in se stesso, e ad oggi ha una vita completamente diversa. Ci sono tanti casi di grande sofferenza, bisogna sempre trovare la tutela giusta e farsi sentire nelle sedi appropriate.

Al di là dell'”avvocato”, ci può raccontare qualcosa di lei? Delle sue passioni, del suo tempo libero…

Sono una persona molto attiva, amo viaggiare e conoscere paesi e usanze diverse. Nel tempo libero sono assorbita completamente dal mio ruolo di mamma, prendo decisioni insieme a mio marito, ai miei figli per il loro futuro e i loro studi. Per loro, e con loro, ho scelto soprattutto l’internazionalizzazione scolastica. Ho molti amici, con i quali amo confrontarmi e parlare molto. Sono convinta che parlare con le persone arricchisca personalmente. Non smetto mai di imparare qualcosa. Il mio difetto principale, però, è non saper cucinare bene, sono una cuoca disastrosa..sicuramente una persona non la conquisto prendendola per la gola!

1 commento
  1. Davide
    Davide dice:

    Ho avuto la grande fortuna di conoscere la Dott.ssa in merito ad una mia particolare situazione familiare. L’ immediata percezione è stata di una professionista chiara, diretta e trasparente con una straordinaria competenza nel campo ed una inaudita determinazione nella tutela della parte più debole, fatta di poche chiacchiere e molti fatti, prendendosi a cuore la situazione e fornendo il suo prezioso supporto a 360 gradi il che, date le mie esperienze precedenti, non è affatto scontato.
    Per questi motivi non smetterò mai di ringraziarla
    Grazie di cuore Dott.ssa Ruggiero.

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