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Van Cleef & Arpels, una storia preziosa

L’inizio del ‘900 ha rappresentato per Parigi, grazie anche al successo internazionale dell’Esposizione Universale, un periodo d’oro, nel quale l’aristocrazia europea e il jet-set di tutto il mondo affluirono nella capitale francese alla ricerca delle ultime novità in fatto di abbigliamento e di gioielleria. In tale contesto, nel 1906 Alfred Van Cleef ed i suoi cugini Charles e Julien Arpels, inaugurarono al 22 di Place Vendôme a Parigi il primo loro atelier di alta gioielleria, proprio nei pressi dell’Hotel Ritz, dimora principale ed esclusiva dei viaggiatori più facoltosi. Grazie alle capacità strategiche di Van Cleef, unite alle competenze tecniche di Julien Arpels e a quelle commerciali di Charles, la maison in poco tempo riscontrò un notevole successo, aprendo filiali anche Nizza, Deauville, Vichy, Cannes e Monte Carlo.

Grazie alle capacità strategiche di Van Cleef, unite alle competenze tecniche di Julien Arpels e a quelle commerciali di Charles, la maison in poco tempo riscontrò un notevole successo, aprendo filiali anche Nizza, Deauville, Vichy, Cannes e MonteCarlo.

Le iniziali produzioni di gioielli in platino e diamanti, che si rifacevano allo stile ghirlanda in auge in quel periodo, lasciarono spazio invece all’esotismo negli anni Venti, con i creativi della Maison che, affascinati dai gioielli ritrovati nel 1922 nella tomba del faraone Tuthankamen, arricchirono il loro repertorio con motivi e colori d’ispirazione egizia.

Tra i gioielli di maggior successo in questo stile ricordiamo bracciali decorati con sfingi, fiori di loto, scarabei, schiavi al lavoro, serpenti, avvoltoi, e geroglifici realizzati con pietre preziose colorate cabochon su sfondo in pavé di diamanti sfaccettati.

Parallelamente le ricchezze dei Maharaja e l’opulenza dei gioielli delle Maharani, oltre all’arte dell’Estremo Oriente come Peonie e vasi Ming, paesaggi Cinesi ed esotiche fenici, rappresentarono fonti d’ispirazione dei disegnatori di Van Cleef & Arpels in quel periodo.

Un’epopea di trionfi

 

Nel 1925 Van Cleef & Arpels si aggiudicò il prestigioso Grand Prix all’Exposition International des Arts Décoratifs di Parigi, grazie ad un bracciale a fascia decorato con una serie di rose bianche e rosse, mentre nel 1933 la Maison introdusse il procedimento di montatura di pietre preziose, tutt’ora in uso, conosciuto con il nome di serti mistèrieux, ovvero montature invisibile.

La collaborazione tra Renèe Puissant, figlia di Alfred Arpels, e René Sim Lacaze, direttore creativo dal 1922 al 1939, diede formidabili risultati. È infatti in questi anni che Van Cleef & Arpels realizza i gioielli più famosi e celebrati: tra questi il bracciale in zaffiri e diamante donato dal Duca di Windsor alla Signora Simpson nel 1937, e una collana in rubini e diamante disegnata per la Duchessa di Windsor nel 1939.

Gli anni Quaranta segnarono un periodo di internazionalizzazione della Maison, in particolare con l’apertura delle sede a New York. Dal punto di vista creativo in questo periodo segnarono la creazione dei gioielli ‘Passe-Partout’, versatili clip floreali montate con pietre preziose colorate. Tra i prodotti iconici in questi anni l’orologio da polso ‘Cadenas’, a forma di lucchetto, ed il bracciale ‘Ludo’ disegnato come una fasciata articolata di pannelli esagonali d’oro lucido. Grande successo riscontrarono anche le spille a forma di fiocco di neve, uccelli e ballerine.

Gli anni Cinquanta si caratterizzano per il successo della collezione ‘Tissu Serge’ (1951), che comprendeva una spilla a forma di nodo, un bracciale a forma di polsino completo di occhiello e bottone ed una collana.  Nel 1954 la maison ebbe un’intuizione commerciale di grande successo, ovvero decise di aprire delle boutique nelle quali vendere edizioni limitate di gioielli di stile e qualità ad un prezzo contenuto ad una clientela più giovane e vasta. Il motivo floreale fu al centro della produzione negli anni Sessanta e Settanta, ricordiamo in particolare le spille ed orecchini ‘Rose de Nöel’ in corallo rosso, rosa e bianco, le spille ‘Clematis’ in oro e legno, le catene ‘Alhambra’ formate da una successione di quadrifogli portafortuna in oro e pietra dura. Inoltre, l’influenza orientale, portò alla creazione di una serie di collane basate sui disegni multicolori dei gioielli indossati dai Maharajas.

Van Cleef & Arpels oggi

Negli anni recenti Van Cleef & Arpels ha continuato nella ricerca e innovazione, con l’introduzione di gioielli in materiali insoliti come l’ematite e la madreperla grigia.

La produzione contemporanea di Van Cleef & Arpels si basa sulla filosofia creativa che vede da un lato reinterpretazioni di classici senza tempo come collane in ‘serti misterieux’, e dall’altro di offrire gioielli con gemme rare unita all’incessante ed appassionata ricerca di forme e linee armoniose di prodotti originali ma pur sempre classici.

 

Tratto da Lusso Style di Novembre 2016

 

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